L’ex capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare ha affermato che l’attacco militare sarebbe “possibile” ma non probabile
«L’eventualità di un attacco russo in Ucraina è estremamente remota. Non perché non sia possibile da un punto di vista tecnico” ma piuttosto perchè “sarebbe politicamente stupido e non credo che Putin sia stupido». Lo ha dichiarato a LaPresse il generale Vincenzo Camporini, ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare e della Difesa.
In merito allo schieramento delle truppe russe, il generale ha spiegato che: «sia sul fronte dell’Ucraina, sia a nord in Bielorussia, sia a sud con l’arrivo delle navi, sono una perfetta tenaglia dal punto di vista tattico strategico, non ci sono dubbi sulla fattibilità tecnica, ma quando si fa un’operazione militare si deve pensare sempre al dopo, al come controllare un territorio ucraino che è ostile alla Russia, e penso che Putin sia troppo intelligente per non farlo».
Stando alle parole di Camporini, “lo schieramento russo serve quindi a esercitare una pressione” per evitare l’estensione della Nato e implementare gli accordi di Minsk. L’attacco militare quindi sarebbe “possibile” e “avrebbe successo in tempi rapidi ma non è probabile”.
Il generale ha poi affermato: «Potrà esserci qualche azioni ibrida, con qualche episodio ma solo con lo scopo di “premere sul governo di Kiev con l’obiettivo, immagino, di far insediare un governo che non sia così filo occidentale come quello che c’è adesso».
Riguardo alla lunga permanenza delle truppe russe al confine con l’Ucraina, Camporini ha spiegato che lo sforzo “dal punto di vista logistico è sostenibile” mentre lo è meno dal punto di vista della sopportabilità.
«Non si può rimanere nella Fortezza Bastiani, quindi credo che comunque, ci dovrà essere un’evoluzione» ha detto il generale, che si è espresso anche sull’avvicinamento tra la Cina e la Russia rinsaldato dall’incontro tra Putin e Xi a Pechino all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali. «Xi Jinping gioisce di quello che sta accadendo perché fornisce a lui e alla dirigenza cinese opportunità e argomenti assai forti nel caso venisse decisa un’azione di forza contro Taiwan – ha continuato il generale – la questione è preoccupante e non così improbabile».
Camporini ha poi sottolineato che “la disinvoltura cinese negli affari internazionali si è già vista con Hong Kong”, quando Pechino ha violato l’accordo siglato con il Regno Unito nel 1984 sul futuro della città. «La questione di Hong Kong deve farci riflettere su una possibile azione di forza nei confronti di Taiwan, questo potrebbe essere un casus belli» ha concluso il generale.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA
