Compaoré è imputato in contumacia dopo che, nel 2014, è stato deposto e si è rifugiato in Cosa d’Avorio
In Burkina Faso oggi si è tenuta l’udienza del processo sull’omicidio di Thomas Sankara, il leader rivoluzionario ucciso nel 1978. L’accusa ha chiesto una reclusione di 30 anni per l’ex presidente Blaise Compaoré, processato in contumacia in quanto rifugiatosi in Costa d’Avorio dal 2014.
Secondo l’accusa Compaoré non sarebbe solo complice dell’omicidio, in qualità di principale mandante, e dell’occultamento del corpo di Sankara ma sarebbe anche colpevole di un vero e proprio “attacco alla sicurezza dello Stato“.
Il processo per l’omicidio di Sankara vede al banco degli imputati 14 persone, 12 delle quali presenti in aula. La maggior parte di loro si dichiara non colpevole. L’accusa ha chiesto 30 anni di carcere anche per il comandante della guardia dell’ex presidente Hyacinth Kafando, mentre per gli altri imputati le richieste vanno dai tre ai 20 anni.
Il 15 ottobre 1987 il Che Guevara africano e 12 suoi colleghi venivano assassinati da una squadra d’assalto nel corso di una riunione del Consiglio rivoluzionario nazionale. L’omicidio portò a un colpo di Stato che vide salire al potere proprio Compaoré, a sua volta deposto da un’insurrezione popolare dopo 27 anni.
Il processo si sta svolgendo in un momento molto delicato per il Burkina Faso, dopo il colpo di Stato dello scorso 24 gennaio nel quale i militari del tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba hanno deposto e arrestato il presidente (qui gli ultimi aggiornamenti).
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/IAN LANGSDON
