Nasce il programma DIANA, che riunirà personale difesa Nato con società tech
Sulla scia della guerra in Ucraina è nato un nuovo programma per affinare le tecnologie militari difensive dell’Alleanza atlantica: si chiama DIANA, Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic, e prevede una collaborazione tra il personale della difesa dell’alleanza e start-up, ricercatori scientifici e società tecnologiche per risolvere le sfide critiche della difesa e della sicurezza.
I ministri della Difesa Nato avevano già approvato nel febbraio 2021 un piano per guidare il rapporto con le tecnologie emergenti e dirompenti, Edt, che aveva due obiettivi principali: promuovere lo sviluppo e l’adozione di tecnologie a duplice uso; creare un forum per gli alleati per lo scambio delle migliori pratiche nel settore della difesa.
La Nato si concentra su 9 aree fondamentali per la difesa: intelligenza artificiale (IA), dati e informatica, autonomia, tecnologie quantistiche, biotecnologie e miglioramenti umani, tecnologie ipersoniche, spazio, nuovi materiali e produzione, e energia e propulsione.
Adesso con DIANA questo programma si espande ed entra nel vivo. Includerà una rete di oltre 10 siti di accelerazione e oltre 50 Test Center. Un sito di accelerazione lavora direttamente con i principali imprenditori, dalle start-up in fase iniziale alle aziende più mature, per risolvere i problemi critici della difesa e della sicurezza. DIANA lancerà Challenge Call competitive dedicate a insiemi di problemi critici di difesa e sicurezza, cercando di promuovere le soluzioni tecnologiche di maggior impatto.
Gli innovatori coinvolti avranno accesso a finanziamenti non diluiti e a una rete di “investitori fidati di alto livello”.
L’attività pilota partirà nell’estate del 2023.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI
