La motivazione sarebbe un prestito di 20 mila euro da restituire
Sono stati arrestati a Enna quattro uomini per l’omicidio di Andrea Paternò, il cui cadavere carbonizzato venne trovato nel luglio 2020.
I presunti responsabili del delitto, tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare, avrebbero contratto con Paternò un debito da 20 mila euro che sarebbe alla base del delitto.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Paternò si sarebbe presentato nell’azienda agricola degli indagati, tutti di Pietraperzia, per chiedere la restituzione del prestito al pregiudicato di 63 anni, reclamando la restituzione del denaro.
Dalle indagini è emerso che, dopo l’allontanamento della vittima, erano scattate frenetiche telefonate tra il 63enne e tre allevatori di 24, 25 e 36 anni.
Paternò avrebbe in seguito chiamato il debitore al telefono avvisandolo della sua visita e quest’ultimo gli avrebbe teso un vero e proprio agguato.
Una volta arrivato a destinazione, Paternò sarebbe stato aggredito e ucciso a coltellate e colpi di arma da fuoco. Il cadavere sarebbe stato poi caricato sul Suv e portato in contrada Arcera nelle campagne di Enna: qui, gli sarebbe stato dato fuoco.
A inchiodare gli indagati le riprese delle telecamere di un distributore di benzina che si trova sulla strada che collega il territorio di Pietraperzia a quello di Enna, dove uno degli arrestati aveva acquistato una tanica di gasolio utilizzato per incendiare il Suv e il cadavere.
La scomparsa di Paternò era stata denunciata l’11 luglio 2020 e il corpo era stato scoperto il 13 luglio.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
