Pechino 2022, al via i Giochi Invernali

A Pechino sfilano le Nazioni per inaugurare la 24esima edizione dedicata agli sport invernali

Al National Stadium, anche noto come Nido d’Uccello, è tutto pronto: si alza il sipario sui 24esimi Giochi olimpici invernali, all’insegna di un clima estremamente rigido che ha dettato delle tempistiche ristrette per le celebrazioni. La cerimonia si è aperta con uno spettacolo pirotecnico scattato al 24 rintocco del countdown: 24 come i segmenti in cui è diviso l’anno solare cinese, ma anche come l’edizione di questi Giochi Olimpici.

A dare il benvenuto agli atleti il presidente cinese Xi Jinping, accompagnato dalla first lady Peng Liyuan, e il presidente del Comitato olimpico internazionale, Thomas Bach. Dirige lo spettacolo Zhang Yimou: il tema scelto dal regista mescola rimandi alla cultura cinese e allestimenti futuristici sugli sport invernali. Lo stadio è senza pubblico e presenziano solo alcuni invitati.

L’inaugurazione si è aperta con il “passaggio” della bandiera cinese e l’inno nazionale. Per questa occasione il regista ha previsto istallazioni e proiezioni in 3D, supportate anche dalla partecipazione di tremila artisti. Laser, colori ed effetti tridimensionali proiettati su un blocco di ghiaccio rendono omaggio a tutte le discipline invernali che si disputeranno nelle prossime due settimane.

Come da tradizione, la prima squadra a sfilare è stata la Grecia, passando da una porta sotto i cinque cerchi olimpici in ghiaccio, nati da un blocco di ghiaccio virtuale scolpito da un raggio laser. Sullo sfondo, la scritta ‘benvenuti’ in tutte le lingue del mondo. A seguire tutti gli altri, in tutto ci sono 91 delegazioni, in ordine alfabetico secondo il cinese mandarino.

Entrano in sequenza la Turchia, con in sottofondo musica classica, Malta, Madagascar, Malesia, Ecuador, Eritrea, Giamaica, Belgio. A seguire il Giappone, con portabandiera Akito Watabe, combinatista. È poi il turno di Taipei e Hong Kong: grande attenzione a questo momento, parte l’applauso del pubblico cinese e del presidente; poi Danimarca, interessata soprattutto ai tornei a squadre. Quando entra l’Ucraina ad aprire le fila ci sono Abramenko, campione olimpico di freestyle, e Nazarova con la bandiera in mano. Seguono Pakistan, Israele, Timor Est, e la Macedonia del Nord. Tocca poi a Lussemburgo, inquadrato Marc Girardelli, la Bielorussia, che potrebbe salire sul podio nel biathlon, l’India e il Canada.

È poi il turno di San Marino, seguito da Kyrgyzstan, Armenia, Spagna, il Liechtenstein, l’Iran, l’Ungheria, l’Islanda, la Finlandia, la Croazia, l’Arabia Saudita, al debutto ai Giochi invernali, l’Albania. Poi l’Argentina, Azerbaijan, Lettonia che punterà a tante medaglie in Bob, Skeleton e Slittino. A seguire la Gran Bretagna, la Romania, la Russia. La Francia ha in testa Tessa Worley, specialista del Gigante e il freestyler Pierre Rolland; segue la Polonia, poi Portorico, Bosnia Erzegovina, Bolivia, la Norvegia, che deve fare i conti con gli assenti per il Covid.

Gli Usa precedono American Samoa, portabandiera a petto nudo (ci sono -5 gradi), Isole Vergini, Thailandia, l’Olanda, regina di velocità sul ghiaccio, Georgia, Colombia, Trinidad e Tobago, Irlanda, Estonia, Haiti, altro paese debuttante; Repubblica Ceca. Seguono Filippine, la Slovenia, Slovacchia, che punta molto su Vlhova, ma non solo; il Portogallo, la Corea del Sud, il Montenegro, il Cile e l’Austria. Numerosissima la Svizzera, con Wendy Holdener, campionessa dello sci alpino, a fare da portabandiera.

È poi il turno di Svezia, Mongolia, Nuova Zelanda, Serbia, Cipro, Messico, Libano. A seguire una delle grandi protagoniste: la Germania, con portabandiera Francesco Friedrich, un mito del bob; insieme a lui Claudia Pechstein.

Seguono Moldova, Monaco, Marocco, Australia.

Poi finalmente è il turno dell’Italia: la delegazione è ben fornita, Federica Pellegrini saluta dalla tribuna e Michela Moioli porta la bandiera. Gli azzurri hanno una casacca tricolore sopra la tuta. L’Italia ha in campo una squadra di 118 atlete e atleti, dalla già citata Moioli ad Arianna Fontana, da Federico Pellegrino a Dorothea Wierer, con le dita incrociate per Sofia Goggia, che sta tentando il recupero lampo dopo l’infortunio sulla pista di Cortina. L’obiettivo è migliorare i risultati di PyeongChang 2018, quando 112 azzurri portarono a casa 10 medaglie, di cui tre d’oro. La spedizione in termini strettamente numerici rispecchia quasi in toto quella di quattro anni fa, composta da 122 atleti, anche nel rapporto tra uomini e donne, le quali questa volta sono 46, pari al 39% del totale, rispetto alle 49 di allora.

La sfilata si chiude con i padroni di casa, la Cina, numerosissimi.

La fiamma olimpica è stata accesa nel braciere da due atleti, tra cui una uigura, la fondista Diniger Ylamuijang, gli ultimi dei 1.200 tedofori che hanno portato la fiaccola negli ultimi tre giorni nelle aree coinvolte dalle olimpiadi.

In questa giornata non manca lo spazio anche per alcuni nodi critici: gli Usa e altri Paesi hanno infatti boicottato la cerimonia in segno di protesta contro la dura repressione della minoranza degli Uiguri. Il boicottaggio diplomatico non è comunque stato seguito dagli sponsor dei vari Paesi.

Sul versante delle proteste diplomatiche, hanno approfittato dell’evento in mondovisione anche centinaia di esuli tibetani che proprio oggi hanno marciato a Nuova Delhi, fermandosi davanti all’ambasciata della Cina. La manifestazione, durante la quale sono state anche bruciate delle bandiere cinesi, invocava libertà per la regione, ancora oggi sotto il controllo del Dragone. Alcuni protestanti sono stati arrestati dalla polizia indiana perché avevano tentato di scavalcare le barricate e raggiungere l’ambasciata.

Viceversa, ha preso parte alla cerimonia anche Vladimir Putin, atterrato oggi a Pechino. Con l’occasione il presidente russo si intratterrà a colloquio con il suo omologo cinese: qui abbiamo visto come l’alleanza commerciale fra Pechino e Mosca sia sempre più solida.

Intanto, come abbiamo visto anche qui, alcuni sport hanno inaugurato le competizioni e l’Italia ha subito fatto parlare di sé grazie alla squadra di curling misto che ha sconfitto Usa, Svizzera e Norvegia.

di: Marianna MANCINI

FOTO: EPA/WU HONG

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