Fonti di intelligence definiscono “prive di fondamento” le parole dell’ex funzionario vaticano in merito alla bonifica dalle microspie degli uffici di Peña Parra
Fonti di intelligence smentiscono quanto riportato Vincenzo Mauriello all’Ufficio del Promotore di Giustizia su presunte attività di controllo in Vaticano da parte di alcuni funzionari dei servizi di sicurezza italiani. Le fonti smentiscono categoricamente all’Adnkronos quanto riportato a verbale dallo stesso Mauriello a proposito di un interessamento di qualsiasi tipo della stessa intelligence (Aisi) che mai ha svolto attività di controllo e di bonifica presso alcun ufficio in Vaticano. La notizia riferita da Mauriello a verbale viene definita “priva di ogni fondamento”.
L’ex funzionario vaticano Mauriello avrebbe raccontato che il sostituto alla Segreteria di Stato, monsignor Edgar Peña Parra si sarebbe avvalso dei servizi segreti italiani per bonificare dalle microspie i suoi uffici e per ottenere informazioni su una serie di soggetti “che stavano tentando di introdursi nelle strutture economiche della Santa Sede con intenti malevoli”.Peña Parra si sarebbe rivolto a Mauriello affinché trovasse qualcuno per la bonifica ambientale dei suoi uffici in Vaticano.
Una notizia che, però, è stata smentita categoricamente dall’intelligence.
Vincenzo Mauriello era stato prima sospeso e poi licenziato insieme ad altri due funzionari della segreteria di Stato, Fabrizio Tirabassi e Caterina Sansone, al direttore dell‘Aif Tommaso Di Ruzza, e a monsignor Mauro Carlino, ex segretario del cardinale Angelo Becciu che mantenne lo stesso ruolo per un periodo anche con Pena Parra.
di: Francesca LASI
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