L’operazione di verifica sul territorio italiano ha coinvolto 1.360 farmacie e centri analisi portando alla contestazione di 282 violazioni nel 12,5% dei casi
Condizioni igienico-strutturali cadenti e modalità di prelievo di tamponi rapidi non compatibili: così i carabinieri del Nas hanno disposto la chiusura di 21 centri.
L’operazione si è svolta nell’ambito di una campagna di accertamenti condotta con il ministero della Salute su farmacie e centri impegnati nelle analisi antigeniche per la ricerca del Covid-19. I controlli avevano avuto avvio lo scorso mese e avevano riguardato tutto il territorio nazionale. L’obiettivo era mettere fine al fenomeno dei “falsi positivi” che ha coinvolto numerosi esponenti no Vax al fine di ottenere la certificazione verde.
La campagna ha coinvolto 1.360 strutture tra farmacie e centri analisi, riscontrando irregolarità nel 12,5% dei casi con la contestazione di 282 violazioni, tra cui uso di tamponi e kit reagenti non regolari, mancata identificazione e registrazione delle persone sottoposte a test, irregolarità nella comunicazione delle risultanze nella piattaforma sanitaria informatica; inadeguatezza delle figure professionali impiegate nell’esecuzione dei tamponi, effettuazione dei test in ambienti non idonei sotto il profilo igienico sanitario.
Nel dettaglio, i militari hanno sequestrato 677 kit per tamponi rapidi non idonei e individuato 18 operatori che operavano pur non essendo in possesso di Green Pass, contrariamente a quanto previsto. Ancora, ulteriori violazioni hanno portato al sequestro di 650 confezioni di medicinali defustellati e 25.300 mascherine facciali irregolari
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/CARABINIERI DEI NAS
