Il leader di Azione lavora a un campo largo in cui, al momento, i pentastellati non trovano spazio. Conte: “un’accozzaglia”
«Oggi nasce il terzo polo del riformismo e della cultura di governo», un’alternativa “possibile al populismo e al sovranismo“. Non manca di ambizione il progetto di Carlo Calenda che lavora alla costruzione di un “campo largo” aperto a un vasto spettro centrista, da Renzi a Letta passando per i liberali e Forza Italia.
Il leader di Azione, al momento, ha raccolto la sola risposta di +Europa, che ha partecipato al congresso del partito con Benedetto Della Vedova, Emma Bonino e Riccardo Magi. Il confronto con loro è aperto ma non esente da frizioni.
«Calenda ha detto che se ci mettiamo a criticare anche la Corte chissà dove andremo a finire – spiega il deputato Magi – Caro Carlo, se qualcuno ti mena ed è molto più grosso di te, e non ha ragione, rispondere non è un attacco ma una difesa. E non è una difesa dei promotori o di chi ha firmato per i referendum. È una difesa della democrazia».
Il vero ostacolo del grande fronte di Calenda però è un altro: nell’apertura di un campo largo non sembra esserci spazio per il Movimento Cinque Stelle. Un tassello imprescindibile per una coalizione progressista come quella auspicata da Letta che però non trova il suo incastro nel progetto di Azione, definito da Conte “un’accozzaglia“.
«Non serve solo un campo largo, ma un campo chiaro – precisa il presidente di Azione Matteo Richetti – Conte denuncia che la nostra è una proposta di accozzaglia, ma è lui che per due volte ha cambiato idea sui decreti sicurezza. Le ambiguità non sono di Azione, ma di chi propone alleanze per vincere e poi non è in grado di governare».
Durante il suo comizio Calenda non risparmia i colpi neanche per i dem: «gridano al fascismo e poi Letta si presta alle scenette con Meloni, tipo Sandra e Raimondo».
Un affondo sul quale il Nazareno glissa mentre lavora alla costruzione di un accordo che appare lontanissimo ma non per questo impossibile. Specialmente se si tornerà al voto con il Rosatellum, come precisa anche Bonino.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
