Ucraina, domani il vertice trilaterale fra Mosca, Kiev e Osce

L’annuncio del Cremlino segue l’incontro di mediazione con Macron e riprende la richiesta di Zelensky. Blinken: “Biden pronto a incontrare Putin”

Arrivano in ordine sparso le risposte del Cremlino alle preoccupazioni internazionali che hanno trovato eco nella Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Mosca punta nuovamente il dito contro le provocazioni dell’Occidente che, di fatto, non farebbe che gettare benzina sul fuoco millantando un prossimo attacco.

«L’Occidente – spiega il portavoce del Cremlino Peskov – sta alimentando l’isteria sulla presunta invasione dell’Ucraina pianificata dalla Russia allo scopo di spingere Kiev a risolvere con la forza il problema del Donbass».

Proprio nella regione da due giorni si stanno verificando i primi bombardamenti che hanno già mietuto le prime vittime: due civili ucraini. È attorno alla questione dei separatisti che si è formato il nodo principale del dibattito.

La Russia ha «ogni ragione per ritenere che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, non sia pronto né disposto ad attuare gli accordi di Minsk» in merito alla concessione di un regime di autonomia alle regioni filorusse e questo costa non poche preoccupazioni a Mosca.

Ad ogni modo il Cremlino ha ri-affermato di non volere una guerra che porterebbe con sé “conseguenze irreparabili“.

Nel frattempo Macron e Putin hanno avuto un colloquio di un’ora e 45 minuti, sul cui esito si mantiene ancora il riserbo. Il titolare dell’Eliseo si è poi confrontato con Zelensky, che ha informato la controparte sull’attuale situazione della sicurezza in Ucraina.

Il primo ministro ha chiesto un “cessate il fuoco immediato” nel Donbass, dove fino ad ora si sarebbero verificate oltre 1.500 violazioni del “regime di silenzio“.

«Vogliamo intensificare il processo di pace. Sosteniamo l’immediata convocazione del Gruppo di Contatto Trilaterale sull’Ucraina e l’immediata introduzione di un regime di silenzio» ha scritto su Twitter Zelensky.

Pare che un cessate il fuoco sia stato oggetto anche della chiamata fra Putin e Macron, che hanno concordato sull’esigenza di un blocco alle violenze nel Donbass. Il Cremlino ha imputato l’escalation alle “provocazioni delle forze di sicurezza ucraine“.

A testimonianza della proficua mediazione francese, l’Eliseo ha annunciato che nei prossimi giorni ci sarà un vertice sulla crisi in Ucraina fra i ministri degli Esteri di Parigi e Mosca, Jean-Yves Le Drian e Serghei Lavrov.

Kamala Harris si è detta certa che Putin abbia già preso la sua decisione (qui) e ha ribadito come in ballo ci sia anche la tenuta dell’Alleanza Nato, “fondata su principi condivisi che sono davvero in gioco in questo momento“.

Le fa eco il ministro britannico per gli Affari Europei James Cleverly, secondo cui “tutto ciò che osserviamo indica che l’invasione è molto, molto probabile e molto, molto imminente“.

«Siamo sull’orlo di un’invasione» ribadsce anche Blinken alla Cnn, aggiungendo che “proveremo a fare tutto il possibile perché Putin revochi la decisione che riteniamo abbia preso“.

A causa dell’ingente afflusso di rifugiati dalle Repubbliche Popolari di Lugansk e Donetsk la regione russa di Voronezh è stato indetto lo stato di emergenza.

Dopo la telefonata, la giornata offre un’altra occasione di mediazione potenzialmente fruttuosa nella risoluzione della crisi ucraina: secondo una fonte francese domani si riunirà il Gruppo di Contatto Trilaterale sull’Ucraina con rappresentanti di Mosca, Ucraina e Osce.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/SERGEY GUNEEV / KREMLIN POOL / SPUTNIK POOL

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