Roma, Raggi presidente della commissione Expo 2030

L’ex sindaca della Capitale ha ribadito l’opportunità dell’Esposizione Internazionale. Nominati anche i vertici della commissione Giubileo 2025

La Capitale si prepara ad ospitare due grandi appuntamenti internazionali: il Giubileo 2025 ed Expo 2030. Oggi sono stati nominati i presidenti e i vicepresidenti delle commissioni speciali, composte da consiglieri capitolini, che gestiranno l’organizzazione dei due eventi.

Nel caso di Expo, è stata eletta alla presidenza della Commissione l’ex sindaco di Roma Virginia Raggi, oggi consigliera M5S.

Oltre ad essere due appuntamenti dal richiamo globale, il Giubileo ed Expo (Roma è attualmente candidata alla prossima esposizione universale) si tratta di occasioni di rilancio per l’intera città che insegue così un modello di sviluppo sostenibile, inclusivo e verde.

Lo ha sostenuto anche Svetlana Celli, presidente dell’assemblea comunale di Roma, che ha parlato di “due opportunità di rilancio e di sviluppo sui quali sarà alta l’attenzione a livello internazionale“.

«Ritengo dunque che sia importante che queste due sfide che riguardano tutti i romani possano trovare la massima partecipazione e condivisione, con un dialogo costante e costruttivo tra le parti politiche interne all’Assemblea Capitolina. Con un’attenzione alla sinergia profonda con il Governo e tutte le istituzioni coinvolte in prima linea nella preparazione e gestione di questi due grandi appuntamenti» ha ribadito Celli.

Raggi è stata votata con 11 preferenze e una scheda bianca. Alla vicepresidenza della commissione è stato nominato Antonio De Santis (M5s) mentre è stata eletta vicepresidente vicario Giulia Tempesta (Pd).

L’ex sindaca di Roma ha rilanciato così la candidatura della Capitale alla prossima esposizione internazionale: «si tratta di una sfida innovativa sulla rigenerazione della città, cvi metteremo subito all’opera e questa è una sfida che si vince tutti insieme e che deve riqualificare la nostra città. Sulla location ho già avuto modo di dire che non è il momento di innamorarsi dei progetti ma di trovare il progetto migliore per vincere la sfida».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ MAURIZIO BRAMBATTI

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