Caso Amara, arrivate le motivazioni della sentenza

La gup Federica Brugnara ha assolto il pm Storari perché “il fatto non costituisce reato”. Il magistrato era accusato di rivelazione d’ufficio per aver consegnato all’ex consigliere del Csm Davigo i verbali della presunta “loggia Ungheria”

Sono arrivate le motivazioni della sentenza di assoluzione di Paolo Storari, il magistrato milanese accusato di rivelazione di segreto d’ufficio per aver consegnato all’ex consigliere del Csm, Piercamillo Davigo, i verbali della presunta “loggia Ungheria” (leggi qui).

Storari era stato assolto in rito abbreviato dalla gup di Brescia, Federica Brugnara perché “il fatto non costituisce reato”.

Stando a quanto riportato nelle 45 pagine in cui sono contenute le motivazioni della sentenza, il pm Storari si è rivolto all’allora consigliere del Csm, Piercamillo Davigo, consegnandogli i verbali secretati degli interrogatori dell’avvocato siciliano Piero Amara nei quali il legale parlava della Loggia Ungheria “sulla base delle competenze del Csm”, che ha “poteri di ispezione e conoscitivi”, dai quali “è conseguito il principio della acquisibilità di notizie coperte dal segreto istruttorio”. 

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/RICCARDO BORTOLOTTI

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