Il fenomeno ha ormai preso piede sui social: tra molte “prove” innocue, ce ne sono alcune molto pericolose
Il fenomeno delle challenge online ha ormai preso piede in Italia e non solo, soprattutto tra gli adolescenti. Spesso, però, ha dei risvolti negativi e pericolosi, come il caso del 17enne folgorato dai cavi dell’alta tensione dopo essere salito sul tetto del vagone di un treno (leggi qui). Non è chiaro se in questo caso si sia trattato di una “sfida” condivisa sui social, ma i treni sono sovente protagonisti di queste challenge, a volte innocue, a volte pericolose.
Per questo, sul sito commissariatodips.it, gli esperti della Polizia postale danno ai genitori e ai tutori una serie di raccomandazioni e consigli:
- Parlate ai ragazzi delle nuove sfide che girano in rete in modo che non ne subiscano il fascino se ne vengono al corrente da coetanei o sui socialnetwork;
- Assicuratevi che abbiano chiaro quali rischi si corrono a partecipare alle challenge online. I ragazzi spesso si credono immortali e invincibili perchè ‘nel fiore degli anni’: in realtà per una immaturità delle loro capacità di prevedere le conseguenze di ciò che fanno potrebbero valutare, come innocui comportamenti letali;
- Alcune challenge espongono a rischi medici (assunzione di saponi, medicinali, sostanze di uso comune come cannella, sale, bicarbonato), altre inducono a compiere azioni che possono produrre gravi ferimenti a sè o agli altri (selfie estremi, soffocamento autoindotto, sgambetti, salti su auto in corsa, distendersi sui binari);
- Monitorate la navigazione e l’uso delle app social, anche stabilendo un tempo massimo da trascorrere connessi. Mostratevi curiosi verso cio’ che tiene i ragazzi incollati agli smartphone: potrete capire meglio cosa li attrae e come guidarli nell’uso in modo da essere sempre al sicuro;
- Se trovate in rete video riguardanti sfide pericolose, se sui social compaiono inviti a partecipare a challenge, se i vostri figli ricevono da coetanei video riguardanti le sfide segnalateli subito al sito http://www.commissariatodips.it
di: Francesca LASI
FOTO: SHUTTERSTOCK

