Ordini di mascherine gonfiati: 9 in manette di cui quattro carabinieri

Gli ordinativi erano destinati alle caserme dell’Arma. L’imprenditore coinvolto sarebbe stato amico del marito dell’ufficiale a capo del servizio amministrativo

9 persone sono state sottoposte a misura cautelare perché indagate nell’ambito dell’inchiesta sui presunti acquisti gonfiati di mascherine destinate alle caserme dei carabinieri di Torino.

Si tratta, in particolare, di quattro misure cautelari in carcere, un obbligo di firma e quattro misure interdittive della sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio. Tra i soggetti ci sarebbero anche quattro militari, di cui tre erano in servizio presso il nucleo ispettorato del lavoro di Torino. Proprio grazie a questa posizione avrebbero favorito due imprenditori cinesi.

Il fascicolo d’indagine riguarda a vario titolo i reati di corruzione aggravata, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, accesso abusivo ad un sistema informatico telematico e omissione di atti d’ufficio. L’indagine è coordinata dal pm Fabiola D’Errico della Procura torinese.

Nel dettaglio, uno dei militari sotto accusa sarebbe l’ufficiale a capo del servizio amministrativo, di grado tenente colonnello, che avrebbe disposto l’acquisto di 47 mila mascherine ffp2 di troppo oltre le 40 mila necessarie. La donna si è difesa parlando di leggerezza e non corruzione ma a insospettire gli inquirenti è il legame di amicizia tra il marito e l’imprenditore fornitore delle mascherine, accusato a sua volta di non avere pagato le imposte doganali.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/TINO ROMANO

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