Ucraina, dall’inizio del conflitto morti 115 bambini

Nell’edificio si erano rifugiate 400 persone. In mattinata Mosca ha usato un altro missile ipersonico. Rapito il vice sindaco di Energodar

Giorno 25 del conflitto: anche questa notte le sirene antimissile hanno risuonato in quasi tutte le città dell’Ucraina e anche oggi la cronaca di guerra parte con il racconto di un attacco a un obiettivo civile.

Ieri sera, stando a quanto riferito da Bbc e Sky News che citano un post su Telegram delle autorità municipali di Mariupol, i russi avrebbero bombardato una scuola della cittadina costiera in cui si erano rifugiate 400 persone.

L’edificio è stato distrutto lasciando ai soccorsi il compito di recuperare i sopravvissuti dalle macerie. Ieri, sempre a Mariupol, si era diffusa la notizia di 19 bambini rimasti bloccati in un sanatorio per il trattamento delle malattie polmonari dei minori (qui).

Riportando un annuncio del Municipio di Mariupol, i media ucraini sostengono che “i civili verrebbero portati in campi dove i russi controllano i loro cellulari e i loro documenti per poi deportarli verso città remote della Russia“.

La notizia è stata confermata dal sindaco della città secondo cui i cittadini vengono “deportati come fecero i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale“.

Alla cronaca degli attacchi, questa mattina, è seguito un annuncio: secondo Interfax Mosca avrebbe dichiarato per il secondo giorno consecutivo di aver utilizzato un sistema missilistico ipersonico per colpire obiettivi militari ucraini.

Secondo i dati diffusi dal capo del dipartimento investigativo della Polizia nazionale ucraina a Kharkiv, Sergei Bolvinov, nella Regione sono morti almeno 266 civili, di cui 14 bambini. La città nel nord-est del Paese, sotto assedio da giorni, continua ad essere bersaglio del fuoco d’artiglieria.

Proprio qui, dopo il bombardamento di un edificio residenziale, sono morte almeno cinque persone.

Intanto la Difesa russa rivendica le sue vittorie: questa mattina dei “missili lanciati dall’aria ad alta precisione hanno colpito un centro di addestramento per le forze operative speciali delle forze armate ucraine“. Qui sono stati uccisi 100 militari fra ucraini e “mercenari stranieri” vicino a Ovruch.

La Difesa russa ha annunciato di aver distrutto anche gli impianti di produzione di Nezhin nel Mar Nero con il lancio dei missili da crociera Kalibr. Mosca avrebbe distrutto anche 6 sistemi mobili “antidrone” dell’esercito ucraino, Bukovel-Ad.

In merito, la Difesa ucraina ha fatto sapere che gli attacchi missilistici hanno colpito un deposito di carburante e di lubrificanti a Kostiantynivka, nella regione di Mykolaiv, che riforniva le forze ucraine.

L’agenzia ucraina Unian riporta anche un comunicato del reggimento Azov in cui si annuncia che Mariupol è stata colpita da armi pesanti sparate da quattro navi della Marina russa “dopo aerei, artiglieria, vari sistemi e carri armati“.

Citando fonti di intelligence e dello Stato maggiore ucraini, l’agenzia Unian ha parlato di un’“alta minaccia” di un’offensiva bielorussa in direzione Volyn. L’attacco potrebbe iniziare entro i prossimi due giorni.

Cresce nel frattempo il bilancio delle vittime: secondo l’Ukrainska Pravda che cita l’ufficio del procuratore generale dall’inizio del conflitto sono morti 115 bambini, mentre 140 sono rimasti feriti. Il dato è più grave nella regione di Kiev dove hanno perso la vita 58 bambini.

La vicepremier ucraina Olha Stefanishyna ha lanciato un’altra accusa contro Mosca, riportando a Sky News di “storie orribili” sulle donne “stuprate e assassinate” dall’esercito russo. «Ogni singolo soldato che abbia commesso questo crimine di guerra verrà chiamato a risponderne» ammonisce.

Nel bilancio delle vittime si inserisce anche il bollettino della Difesa ucraina secondo cui dallo scoppio della guerra sono stati uccisi anche 14.700 militari russi, contestualmente alla distruzione di 476 carri armati, 200 aerei da guerra, elicotteri, droni, e 1.487 mezzi corazzati per il trasporto truppe.

Stando alle fonti dell’intelligence di Kiev citate dall’agenzia Unian, Putin e il ministro della Difesa russa Shoigu starebbero pensando di arruolare una riserva di giovani tra i 17 e i 18 anni per la guerra.

In tarda mattina si apprende del rapimento del vice sindaco di Energodar.

Corridoi umanitari e profughi

Per la giornata di oggi sono stati concordati 7 corridoi umanitari. Lo annuncia il vice-primo ministro per la reintegrazione dei territori occupati Iryna Vereshchuk su Telegram, riportando anche di un corridoio nella regione di Donetsk che collega Mariupol a Zaporizhia.

Dal 19 marzo sono state evacuate circa 190mila persone.

Il Governo italiano ha messo in campo il servizio DisevacDisability Evacuation delle Misericordie per l’evacuazione dei profughi ucraini più fragili. Il sistema è un rafforzamento del Medevac, specializzato nell’evacuazione di pazienti sanitari.

Stando ai dati diffusi dal Viminale, in Italia sono già entrati 53.669 profughi ucraini. I numeri aumentano esponenzialmente di ora in ora, come conferma un dossier dedicato del Csel.

Secondo il Centro Studi Enti locali questi numeri richiederanno uno sforzo economico ed organizzativo imponente: nell’arco di tutto il 2020 il Sistema di accoglienza aveva accolto 37.372 persone, a fronte di quasi il doppio di profughi ucraini arrivati in quattro settimane.

Il nuovo dato dell’agenzia dell’Onu per i rifugiati parla di 3.389.044 persone che hanno lasciato il Paese dall’inizio della guerra. Si tratta della crisi dei rifugiati con la crescita più rapida dalla Seconda Guerra Mondiale; il Global Protection Cluster si stima che 6,48 milioni di persone siano sfollate all’interno del Paese e che oltre 12 milioni siano bloccate nelle aree colpite.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/MYKOLA TYS

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