Tra le vittime dei raid russi sulle città ucraine c’è anche Boris Romanchenko, detenuto negli anni Quaranta nei campi di concentramento tedeschi: aveva 96 anni
È morto a Kharkiv Boris Romanchenko, 96enne ucraino sopravvissuto all’Olocausto, ucciso dai bombardamenti russi che hanno colpito il suo appartamento.
A riportare la notizia della sua morte, avvenuta lo scorso venerdì, è il sindaco di Leopoli, Andrij Sadovyj: «i nuovi fascisti continuano il lavoro di Hitler» – scrive su Telegram.
Classe 1926, Romantschenko venne deportato in Germania nel 1942 e detenuto nei campi di concentramento di Buchenwald, Peenemünde, Mittelbau-Dora e Bergen-Belsen.
Dopo la liberazione si fece conoscere come vicepresidente del Comitato Internazionale Buchenwald-Dora per l’Ucraina che oggi esprimere “orrore” per la sua morte.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/ TELEGRAM
