Difesa ucraina: dopo il Donbass possibile secondo attacco a Kiev

L’Onu ha annunciato l’apertura di un’indagine sui crimini commessi a Bucha

Mosca lancia un satellite militare.

A renderlo noto è il ministero della Difesa russo, citato da Interfax. Nella nota si legge: «un razzo Soyuz-2.1b di medie dimensioni con un satellite del ministero della Difesa russo è stato lanciato con successo dalla rampa di lancio n. 43 presso il sito di lancio n. 3 del cosmodromo sperimentale statale del ministero della Difesa russo (il cosmodromo di Plesetsk nella regione di Arkhangelsk) alle 14:20 ora di Mosca di giovedì 7 aprile».

Intanto, dopo il ritiro delle truppe, la minaccia per la regione di Kiev restano i gruppi di sabotatori. «I posti di blocco rimarranno. Il regime del traffico sarà lo stesso, forse un po’ semplificato. In soli due giorni a Kiev, 16 gruppi di sabotaggio e ricognizione sono stati catturati da azioni congiunte. Pensiamo che qui sia tranquillo, ma c’è un nemico. Solo ieri abbiamo ripulito un’area, ne abbiamo catturato uno. Dovremmo stare attenti, perché, sfortunatamente, questi gruppi includono anche ucraini reclutati» – afferma, infatti, il vice capo di Stato maggiore delle forze di terra delle forze armate ucraine, il generale di brigata Alexander Gruzevich, citato da Unian.

Intanto si aggiorna il bilancio dei bombardamenti russi che hanno colpito Borodyanka, cittadina a nord di Kiev. Al momento secondo il consigliere del ministro degli Affari interni dell’Ucraina Anton Gerashchenko risultano circa 200 residenti dispersi “e capiamo che molti, molti di loro sono scomparsi per sempre. Non perdoneremo mai questo crimine: sia gli occupanti russi che i loro leader saranno responsabili degli omicidi degli ucraini“.

L’Onu ha annunciato l’apertura di un’indagine su Bucha. «Il mondo è già profondamente scioccato» ha spiegato il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari Martin Griffiths in visita alla città.

Proprio da Bucha arriva un nuovo bilancio: secondo il sindaco Anatoly Fedoruk circa il 90% dei civili uccisi nella cittadina ha riportato ferite da arma da fuoco. Al momento sono stati ritrovati 320 cadaveri ma “questo numero sta aumentando ogni giorno“.

«I russi hanno aperto il fuoco su diversi veicoli a un posto di blocco – ha testimoniato il primo cittadino – Una donna incinta e due bambini sono stati uccisi in un’auto. La cosa più importante è che i criminali che hanno commesso questo siano assicurati alla giustizia» conclude.

Sul territorio la “situazione più difficile” al momento riguarda l’est del Paese, in particolare nella regione di Lugansk dove “nelle zone di Rubizhne e Popasna si assiste alla distruzione delle città“. Lo ha confermato il consigliere del ministro dell’Interno ucraino Vadym Denysenko, che rileva: «purtroppo i russi continuano a fare tutto quello che facevano prima a Kharkiv, Sumy, Chernihiv, ossia distruggere le infrastrutture civili». I “punti chiave in questa fase della guerra” si sono quindi spostati nella “direzione di Sloviansk e Kramatorsk“.

Secondo il vice capo di stato maggiore delle forze di terra ucraine Oleksandr Gruzevich, esiste il pericolo concreto che “il nemico non abbia rinunciato all’obiettivo di un secondo attacco a Kiev“, dopo l’offensiva in Donbass. La “guerra lampo di Putin è fallita“, come ha affermato il viceministro ucraino alla Difesa Malyar ma Mosca “non ha abbandonato il suo piano di prendere l’intero territorio dell’Ucraina” e starebbe solo puntando su “obiettivi più limitati” per “mostrare dei risultati“.

Parlando delle prossime mosse sul campo, i separatisti filo-russi nell’Ucraina orientale hanno ammesso che l’operazione per il pieno controllo su Mariupol “richiederà tempo“. Un rappresentante delle forze separatiste di Donetsk ha spiegato che i combattimenti al momento si concentrano sul sito di una vasta zona industriale siderurgica oltre che nel porto; proprio questa zona industriale “è una città nella città, e ci sono diversi livelli sotterranei risalenti al periodo sovietico, non è possibile bombardare dall’alto. Ci vorrà tempo“.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: PIXABAY

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