Viminale: dall’inizio della guerra in Italia 87.225 profughi ucraini
Il bilancio delle vittime dell’attacco alla stazione di Kramatorsk (qui) sale a 50 morti, compresi cinque bambini, come riferito dal governatore della regione di Donetsk. «Per ogni vita uccisa, la Russia risponderà davanti alla legge» accusa Kiev, che ribatte alle accuse di Mosca di un inganno spiegando che sono stati usati missili russi ad alta precisione Iskander. A sottolinearlo la commissaria per i diritti umani del Parlamento ucraino Lyudmyla Denisova. “L’esercito criminale russo ha usato un missile a grappolo ad alta precisione ‘Iskander’“, ha scritto su Telegram. Il ministero della Difesa russa aveva respinto l’accusa di aver commesso l’attacco, sostenendo che si trattava di un missile Tochka-U “utilizzato solo dalle forze ucraine“.
Mosca però ribatte che l’attacco sulla stazione di Kramatorsk è stato compiuto da un battaglione missilistico ucraino dalla località di Dobropolye. Lo scopo, aggiunge il ministero, era “impedire ai civili di partire” per usarli come “scudi umani” da parte dell’esercito ucraino. Lo riferisce la Tass.
Il sindaco di Chernihiv Vladislav Atroshenko, secondo quanto riporta Ukrinform, ha comunicato che nella città ci sono stati circa 700 morti dall’inizio della guerra ed è rimasto al momento solo un terzo dei residenti. Artoshenko ha spiegato che ci sono 70 corpi non ancora identificati e che sono scomparse circa 40 persone.
Ukrinform riporta anche le parole del consigliere del capo dell’Ufficio del presidente ucraino Oleksiy Arestovych, secondo cui “le truppe russe hanno colpito la stazione ferroviaria di Kramatorsk con un missile Iskander. Dovrebbe essere chiaro che tali attacchi sono preceduti da un’attenta ricognizione di obiettivi, almeno UAV“, ossia con l’uso dei droni.
«Hanno visto molto bene che la mattina presto c’erano migliaia di persone che cercavano di evacuare dalla stazione in quel momento, famiglie, bambini, anziani» precisa Arestovych.
Il sindaco di Kramatorsk Oleksander Honcharenko conferma che al momento dell’attacco allo scalo nella stazione si trovavano quattromila persone in attesa di un treno per lasciare la città, identificata fra gli obiettivi russi.
Intanto è arrivata la notizia che per oggi sono stati concordati 10 corridoi umanitari per evacuare i civili dalle regioni di Luhansk, Zaporizhzhia e Donetsk; in particolare, è in programma l’evacuazione dei civili da Mariupol verso la città di Zaporizhzhia.
A proposito di civili, si apprende che in seguito alla distruzione della stazione di Kramatorsk la popolazione sarà evacuata nelle prossime ore da Slovyansk, nell’area orientale del Paese. I convogli dovrebbero partire per Leopoli, Chernivtsi, Ternopil e Odessa.
In giornata arriva anche la notizia di un attacco alla nave rompighiaccio Capitano Belousov in viaggio verso il porto commerciale di Mariupol con un equipaggio civile a bordo. La notizia è stata diffusa dal reggimento Azov e ci sarebbero almeno una vittima civile e diversi feriti.
La polizia russa ha fatto sapere di aver arrestato un sospettato dell’attacco compiuto ieri contro il premio Nobel per la pace e direttore del quotidiano indipendente Novaya Gazeta Dmitry Muratov, avvenuto a bordo di un treno. Un’altra persona sospettata è ancora ricercata. L’uomo arrestato avrebbe dichiarato di aver attaccato Muratov perché non sarebbe d’accordo con le sue posizioni sulla guerra.
La Slovacchia ha annunciato che fornirà all’Ucraina il sistema di difesa aerea S-300.
Il Viminale ha aggiornato il dato sui profughi ucraini arrivati finora in Italia: si tratterebbe di 87.225 persone; il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha ribadito che si tratta di “una delle più grandi tragedie umanitarie dal dopoguerra” per cui l’Italia “sta facendo la sua parte anche con il commissario per la protezione civile e con tutte le strutture“.
Secondo quanto riportato dai media di Varsavia, il Governo russo ha decretato l’espulsione di 45 diplomatici polacchi come ritorsione all’analoga decisione presa nei giorni scorsi dalle autorità della Polonia.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/TWITTER DEFENCE OF UKRAINE
