Kiev, status candidato adesione Ue entro giugno

Guerini: “Italia pronta fare da garante per accordo”. La Cina avverte l’Ue, “attenti, Russia può essere molto pericolosa”

Olga Stefanishyna, vice primo ministro ucraino per l’integrazione europea ed euro-atlantica ha dichiarato che il Governo di Kiev si attende di ottenere lo status di Paese candidato all’adesione Ue a giugno.

Intanto dalla Cina arriva l’allarme all’Ue: “attenzione, la Russia può essere molto pericolosa”. Lo ha detto l’ambasciatore cinese in Russia Zhang Hanhui che ha ricevuto il l’italiano Giorgio Starace nella rappresentanza della Cina a Mosca.

Dopo Pasqua riaprirà l’ambasciata italiana a Kiev: l’annuncio è arrivato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio nel corso di una riunione al ministero. . Il titolare della Farnesina avrebbe dato il via libera al ritorno dei nostri diplomatici nella capitale dell’Ucraina sottolineando che “bisogna far prevalere la diplomazia per la pace“. In queste settimane di guerra la rappresentanza italiana è attiva a Leopoli.

«L’Italia è pronta a fare la sua parte se chiamata a fungere da garante in un accordo che porti a un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina – ha assicurato il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, impegnato a Istanbul in un trilaterale con i suoi omologhi di Turchia e Inghilterra. – Per il futuro del conflitto se vi sarà, all’interno di una prospettiva per una possibile via d’uscita, l’individuazione di una serie di Paesi che devono garantire la sicurezza dell’Ucraina, l’Italia farà la sua parte ed è nelle condizioni di poterlo fare».    

«Abbiamo creato un archivio online per documentare i crimini di guerra della Russia – ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri dell’Ucraina Dmytro Kuleba. – Le prove raccolte delle atrocità commesse dall’esercito russo in Ucraina impediranno ai criminali di guerra di sfuggire alla giustizia».

Giunti al 45esimo giorno di guerra, da Mosca arriva una nuova minaccia all’Occidente: l’ambasciatore russo negli Usa Anatoly Antonov ha dichiarato che le forniture di armi e munizioni all’Ucraina da parte dei Paesi occidentali causano “ulteriore spargimento di sangue” e sono “pericolose e provocatorie“, pertanto possono “portare gli Stati Uniti e la Federazione Russa sulla via del confronto militare diretto”.

Non solo. Secondo Antonov a portare “all’operazione militare speciale” in Ucraina è stata “la mancanza di volontà del regime di Kiev di fermare il genocidio dei russi” e attuare i suoi obblighi ai sensi dei trattati internazionali. Secondo il diplomatico la guerra affonda le proprie radici negli eventi del 2014, quando la rivoluzione di Euromaidan spodestò il governo filorusso.

Intanto la Russia ha riorganizzato il comando delle sue operazioni in Ucraina mettendo alla guida dell’invasione il generale Alexander Dvornikov, un ufficiale con una grande esperienza militare sul campo in Siria: lo riporta la Bbc, che cita un anonimo funzionario occidentale. 

Di opinione avversa il presidente ucraino Zelensky che dichiara come l’attacco a Kramatorsk, così “come il massacro di Bucha e come tanti altri crimini di guerra russi” debba essere inserito “tra le accuse che saranno portate in tribunale”. «Tutti gli sforzi del mondo dovranno essere diretti a ricostruire ogni minuto della strage in stazione. – Ha detto – chi ha fatto cosa, chi ha dato gli ordini, da dove sono arrivati i razzi, chi li ha portati e come l’attacco è stato organizzato».

Dagli Usa il portavoce del Pentagono John Kirby non si fa spaventare e dichiara che gli Stati Uniti vogliono vedere la Russia sconfitta in Ucraina. «Vogliamo vedere il signor Vladimir Putin e l’esercito russo perdere questa battaglia sul territorio ucraino. Stiamo parlando del territorio dell’Ucraina, della sua sovranità, delle vite dei suoi cittadini che vengono distrutte. Ovviamente, vogliamo che questo finisca e che l’Ucraina recuperi la sua integrità».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI

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