Mariupol, bomba su ospedale: 300 sotto le macerie

Unicef: un quarto della popolazione ha abbandonato la propria casa. Onu: dall’inizio del conflitto 2.014 morti

Il parlamentare ucraino Sergiy Taruta denuncia: «i russi hanno lanciato una potente bomba su un ospedale vicino all’Azovstal, a Mariupol. Secondo le mie informazioni, ci sono circa 300 persone sotto le macerie, compresi bambini». L’ospedale avrebbe ospitato rifugiati civili “perché non ci sono altri posti dove nascondersi in una città distrutta“.

Il tweet, tuttavia, non avrebbe ancora ricevuto conferma ufficiale.

Sarebbero oltre mille i civili uccisi nella regione di Kiev dall’inizio dell’aggressione russa. A renderlo noto è il The Kyiv Independent, citando il capo della polizia della regione di Kiev, Andriy Nebitov: «i corpi continuano ad essere scoperti da chi cerca di far rientro nelle abitazioni e vengono trovati nelle case, o fra i resti di esse, negli scantinati o nei pozzi. In un solo giorno, le forze dell’ordine hanno condotto un’ispezione e portato i corpi di 48 persone negli obitori della regione di Kiev».

Tra questi sono inclusi anche i 420 corpi di civili trovati a Bucha, oltre i 112 a Kharkiv.

L’ultimo bilancio diffuso dall’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, nel complesso, parla di 2.104 morti, tra cui 71 bambini, 39 ragazze, 60 ragazzi e 333 donne, e 2.862 feriti.

L’Unicef, invece, fa sapere che “oltre 11 milioni di persone sono fuggite dalle loro case, quasi un quarto della popolazione totale“. «Esprimiamo grande preoccupazione per la sorte di bambini e bambine sotto assedio a Mariupol e Kharkiv mentre a oggi non abbiamo alcuna evidenza in merito ai numeri di bambini e bambine trasferiti in Russia» – dichiara Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia.

L’offensiva russa procede nel segno della “liberazione delle repubbliche di Donetsk e Lugansk” (leggi qui). Con l’intensificarsi dell’offensiva russa in tutto il Donbass, è stato evacuato anche un ospizio nella regione. Per quanto riguarda l’acciaieria Azovstal, attaccata a Mariupol, l’Esercito russo ha aperto un corridoio umanitario in città a partire dalle due del pomeriggio per consentire alle forze ucraine di lasciare il sito. Il colonnello generale Mikhail Mizintsev, capo del Centro nazionale per il controllo della difesa della Federazione russa, ha garantito l’osservanza delle Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra ucraini che hanno deposto le armi.

Mosca ha intimato a Kiev di rilasciare tutti i civili da Azovstal.

All’interno dell’ospizio di Chasiv Yar c’erano diversi anziani in attesa di lasciare l’edificio, almeno 35 fra uomini e donne, la maggior parte dei quali con difficoltà motorie. Dei volontari hanno aiutati gli anziani a scappare ed è previsto il loro trasferimento a circa 1.000 chilometri, fino Khmelnytskyi nell’Ucraina occidentale.

Oggi si è svolto il quinto scambio di prigionieri fra Russia e Ucraina: 60 militari, inclusi 10 ufficiali, e 16 civili.

Il servizio di sicurezza ucraino ha diffuso l’intercettazione di una telefonata in cui un militare russo parla di un ordine della leadership di radere al suolo le acciaierie Azovstal a Mariupol. 

Il piano dell’esercito si dispiega anche nella provincia di Kherson occupata dai russi dove, a Henischek, è stata nuovamente eretta una statua di Lenin. «Tra oggi e domani l’acciaieria Azovstal di Mariupol sarà sotto controllo – ha dichiarato il leader ceceno Ramzan Kadyrov su Telegram – le forze ucraine saranno presto completamente sgomberate dall’impianto Azovstal. Ho buone notizie per quelle persone che aspettano la pace e la stabilità in Ucraina. Oggi prenderemo il controllo completo di Azovstal, al più tardi domani».

L’originale del monumento era stato rimosso su ordine dell’amministrazione comunale locale nel 2015 ed è stato ora ripristinato, come mostra una foto della Cnn.

Intanto il direttore generale dell’Oms ha denunciato 147 attacchi russi contro strutture sanitarie nel Paese, che hanno provocato 73 morti.

«L’Oms condanna inequivocabilmente il continuo aumento degli attacchi all’assistenza sanitaria in Ucraina. Devono fermarsi – ha tweettato Tedros Adhanom Ghebreyesus – La guerra non sarà una soluzione. Ancora una volta, chiedo alla Russia di porre fine alla guerra».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/FORZE ARMATE UCRAINE

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