Il provvedimento porterà all’esclusione di quattro giocatori tra i top 30 del ranking mondiale. Per Cremlino è “inaccettabile”
Diventa ufficiale l’esclusione dei tennisti russi e bielorussi dal torneo di Wimbledon, in programma dal 27 giugno. Le informazioni in merito alla scelta di precludere loro la partecipazioni stavano ormai diventando via via più insistenti. Secondo quanto riportato dalla stampa britannica, e non solo, mancava infatti solo l’ufficializzazione da parte dell’All England Club, ma la decisione ormai era stata presa, a seguito del coinvolgimento dei due Paesi nella guerra in Ucraina.
Dal New York Times al Daily Mail, si erano detti convinti che Wimbledon sarebbe diventato il primo Slam ad assumere una simile iniziativa. E questo significherà l’esclusione dal tabellone maschile di quattro giocatori tra i top30 del ranking mondiale, a cominciare dal numero due del al mondo, Daniil Medvedev, e di cinque giocatrici classificate tra le prime 40 della graduatoria mondiale, tra cui la bielorussa numero quattro Aryna Sabalenka, o la sua compatriota, ex numero uno Victoria Azarenka. A seguito dello scoppio della guerra, la Federtennis mondiale ha vietato le partecipazioni delle rappresentative nazionali ai tornei di squadra, permettendo ai singoli tennisti di prendere parte ad eventi internazionali ma, solo ed esclusivamente, senza la bandiera del proprio Paese d’origine.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha commentato durante un punto stampa la notizia come una decisione “inaccettabile”. In merito, ha aggiunto: «ancora una volta, si rendono gli atleti ostaggi di pregiudizi politici, di intrighi politici, di azioni ostili contro il nostro Paese», sottolineando che, data la quantità dei tennisti russi, a rimetterci sarà certamente lo stesso torneo di Wimbledon.
di: Federico ANTONOPULO
FOTO: ANSA/DAVID GUZMAN GONZALEZ / Gr
