Lo ha dichiarato Argilio Giacomazzi durante il processo in corso a Bari in cui è tra gli imputati per il naufragio del traghetto, avvenuto a seguito di un incendio, nel quale morirono 31 persone
Argilio Giacomazzi, comandante del Norman Atlantic, il traghetto naufragato nella notte tra il 27 e 28 dicembre, 2014 al largo delle coste greche, ha dichiarato di non aver mai ordinato l’abbandono della nave. Il naufragio, avvenuto dopo lo scoppio di un incendio, causò la morte di 31 persone: 64 i feriti.
«Quando ha suonato l’allarme incendio sono subito scappato sul lato destro della nave e ho visto una fiamma, sarà stata di due metri, che fuoriusciva dal portellone. Abbiamo dato l’emergenza generale, significa approntare la nave per un eventuale abbandono. Ma io questo ordine non l’ho mai dato, perché con delle onde così non ci sarebbe mai arrivata in mare la lancia, si sarebbe rotta, fracassata sullo scafo della nave» ha dichiarato Giacomazzi, tra i 26 imputati nel processo in corso a Bari.
Nella scorsa udienza il comandante aveva affermato che, pur non avendo mai dato l’ordine di abbandonare la nave, “nel panico generale”, le lance e le zattere furono calate e infatti alcuni passeggeri morirono cadendo nell’acqua gelida. Il suo ordine era stato quello di far uscire tutti i passeggeri dalle cabine e radunarli sul ponte più alto, in attesa dei soccorsi.
«Sul ponte avrò avuto circa 200 persone, pioveva, c’erano donne e anziani, c’era vento e tanto fumo» ha raccontato Giacomazzi, sottolineando che i passeggeri rimasero “tutta la notte sul ponte, all’aperto, seduti, sdraiati, con le coperte che avevamo”. Quando poi arrivarono i mezzi di soccorso, “la prima persona che è stata evacuata era una signora con bambino che avrà avuto tre o quattro anni, sull’elicottero della Capitaneria di porto di Brindisi, ce l’ho messa proprio io a bordo, perché faceva pena”.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/LUCA TURI
