Report Rsf, record di giornalisti detenuti: 488 in tutto il mondo

I professionisti dei media uccisi nel 2021 sono 46, il numero più basso degli ultimi 20 anni. Aumenta il numero delle donne

L’Ong Reporter senza frontiere lancia l’allarme: il 2021 ha segnato il numero più alto di giornalisti detenuti nel mondo.

Stando al bilancio annuale, infatti, 488 giornalisti sono incarcerati (+20% rispetto al 2020), mentre in 12 mesi sono stati uccisi 46 professionisti dei media. «Mai dalla creazione del rapporto di Rsf nel 1995 – si legge in una nota – il numero di giornalisti detenuti è stato così elevato». Mentre il numero delle vittime è il più basso degli ultimi 20 anni.

L’aumento “è principalmente il risultato di tre Paesi“: Birmania, Bielorussia e Cina dove i giornalisti detenuti sono, rispettivamente, 53, 32 e 127. Ai primi cinque Paesi si aggiungono anche il Vietnam (43) e l’Arabia Saudita (31). A pesare, in particolar modo, sono la legge di sicurezza nazionale imposta ad Hong Kong e la presunta repressione degli uiguri nella regione dello Xinjiang. Come spiega il segretario generale di Rsf, Christophe Deloire, ad Afp, infatti, nello Xinjiang “un milione di uiguri sono detenuti nei campi e lo sono in particolare perché è diventato una sorta di buco nero dell’informazione“.

Tra i reporter detenuti, inoltre, cresce anche il numero delle donne che diventano in totale 60, circa un terzo in più rispetto allo scorso anno, ma gli uomini rimangono la maggioranza (l’87,7%). L’unico Paese che ha incarcerato più giornaliste che giornalisti è la Bielorussia, 17 contro 15.

Il numero delle donne aumenta anche tra le fila dei giornalisti uccisi: quattro rispetto alle due del 2020. E sempre per quanto riguarda le vittime, infine, la diminuzione dei casi, secondo Rsf, è dovuta “all’evoluzione dei conflitti regionali (Siria, Iraq e Yemen) e della stabilizzazione dei fronti dopo il 2012 e 2016, che sono stati particolarmente micidiali“.

Il numero più alto di giornalisti uccisi si è registrato in Messico (7), Afghanistan (6), Yemen e India (quattro e quattro).

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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