In carcere per 37 anni, ma era falsa testimonianza

La polizia avrebbe corrotto un altro detenuto per incastrare l’uomo

Un uomo di Philadelphia è stato in prigione per 37 anni a causa di una falsa testimonianza. La vicenda è giunta oggi a una svolta, quando un tribunale federale ha smascherato le accuse di omicidio mosse a Willie Stokes.

A incastrarlo era stato Franklin Lee, un testimone chiave che, dopo averlo accusato, aveva ritrattato; un fatto che gli era costata anche una condanna per spergiuro. Questa ritrattazione non è però mai stata comunicata agli avvocati di Stokes.

Stando ai racconti di Lee, all’epoca due detective della omicidi gli avevano offerto “sesso, droga e un accordo” per una riduzione di pena (si trovava in carcere con l’accusa di omicidio e stupro), a patto che incastrasse Stokes.

Secondo il procuratore distrettuale di Philadelphia Larry Krasner, non si tratta di un caso isolato: negli anni ’80 e ’90 pratiche scorrette erano diffuse tra la polizia. L’uomo negli anni aveva presentato diverse petizioni, sempre respinte.

La Corte Distrettuale della Pennsylvania ha così annullato la condanna per omicidio nei confronti dell’uomo, che è uscito dal carcere. Il 27 gennaio sarà di nuovo in tribunale, dove il procuratore distrettuale annuncerà il suo rilascio o, in alternativa, un nuovo processo entro 120 giorni.

«Ha fatto i suoi primi respiri da uomo libero dopo quasi 40 anni, ed è molto felice» racconta ai media l’avvocato dell’uomo.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA

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