Djokovic ammette l’errore: “il mio agente si scusa”

Il Governo australiano sta studiando le carte per la revoca del visto, l’autodichiarazione è falsa. L’atleta dà la colpa all’agente: “ha segnato la casella sbagliata”

Novak Djokovic è tornato ad allenarsi dopo essere stato rilasciato dal Park Hotel e aver riottenuto il suo visto (leggi qui) ed è in attesa di conoscere il responso del ministro dell’Immigrazione australiano Alex Hawke, che sta studiando le carte per un eventuale processo per la revoca del visto in base alla sezione 133C(3) del Migration Act.

In particolare il Governo starebbe valutando delle incongruenze nella dichiarazione contenuta nel modulo compilato da Djokovic al suo arrivo in Australia: nel testo, il tennista ha dichiarato di non aver viaggiato nei 14 giorni precedenti all’ingresso nel Paese, mentre si è spostato da Belgrado a Marbella in Spagna. Da qui poi si è imbarcato per l’Australia.

E proprio in riferimento a questo, Djokovic si scusa, pur facendo ricadere la colpa sul suo agente: «il mio agente si scusa in modo sincero per l’errore amministrativo nel segnare la casella sbagliata – ha scritto sui social – e questo è stato un errore umano e di certo non deliberato. Il mio team ha fornito informazioni aggiuntive al Governo australiano per chiarire la questione».

Il caso rimane aperto sul fronte diplomatico: la premier serba Ana Brnabic ha telefonato al collega australiano, Scott Morrison, chiedendo che Djokovic venga trattato in modo “corretto e dignitoso“, nel rispetto di tutti i suoi diritti.

Non è mancato l’intervento dell’Atp, associazione del tennis professionistico, che ha sottolineato tramite una nota come questa vicenda sia “stata dannosa su tutti i fronti”. «Continuiamo a raccomandare fortemente la vaccinazione per tutti i giocatori dell’Atp Tour – è sottolineato in una nota – in quanto la riteniamo essenziale per il nostro sport per affrontare la pandemia. Ci incoraggia il fatto che 97 tennisti della Top 100 si siano già vaccinati in vista degli Australian Open».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ADNKRONOS

Rispondi