El Salvador ha usato Pegasus per spiare dei giornalisti

Citizen Lab denuncia che il governo di Bukele ha sfruttato il software per hackerare gli smartphone di almeno 35 persone

Ci sono nuove rivelazioni su Pegasus, lo spyware sviluppato dal NSO Group israeliano. Citizen Lab, l’istituto di ricerca canadese che per primo aveva denunciato l’utilizzo di questo strumento da parte di Paesi per spiare i propri cittadini (e in alcuni casi, si sospetta, oppositori politici) ha lanciato un nuovo allarme: pare che il governo di El Salvador lo abbia sfruttato per spiare almeno 22 giornalisti.

Si tratta nello specifico della redazione di El Faro, un giornale indipendente e particolarmente critico nei confronti del governo di Bukele. Questa applicazione di Pegasus è una delle più estese fra quelle finora emerse e risalirebbe a un ampio periodo, da luglio 2020 a novembre 2021. Insieme ai 22 giornalisti sono state spiate altre 13 persone, fra attivisti e autori di altre testate.

Il fil rouge che collega tutte queste persone sarebbe proprio il loro impegno nella denuncia delle politiche antidemocratiche di Nayib Bukele. Secondo alcune indagini della stampa il capo dello Stato avrebbe anche collaborato con bande criminali locali per assicurarsi più potere sul territorio.

Pegasus, già in possesso dei servizi segreti di alcuni Paesi, consente di spiare l’attività di device ritenuti sospetti e viene presentato come un’arma di lotta ai terroristi e ai criminali. L’accusa di Citizen Lab e di altre organizzazioni di diritti umani e sicurezza informatica è che Pegasus venga impiegato anche per scopi politici.

Per questo motivo, di recente è finita nell’occhio del ciclone anche la Polonia (lo abbiamo visto qui): il governo polacco ha ammesso di aver acquistato il software, ribadendo però di averlo impiegato solo nella lotta al crimine e non per spionaggio interno.

Lo scorso ottobre era emerso che si era servito di Pegasus per scopi personali anche lo sceicco di Dubai e premier degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Rashid al-Maktoum, che avrebbe sfruttato il software per spiare illegalmente l’ex moglie Haya e cinque collaboratori della principessa mentre la coppia stava affrontando un burrascoso divorzio (abbiamo raccontato qui la vicenda).

di: Marianna MANCINI

FOTO: PIXABAY

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