Sequestro in una sinagoga, liberi tutti

È successo in Texas. Biden: “ci opporremo sempre all’antisemitismo e all’estremismo”

Ore di panico in Texas dove questa notte un uomo si è barricato dentro una sinagoga, a Colleyville, prendendo in ostaggio quattro persone di cui anche un rabbino. Dopo 11 ore, sono stati liberati tutti.

Fin dai primi istanti, la vicenda si colloca nell’ambito del terrorismo. Il sequestratore, successivamente identificato dall’Fbi nel 44enne britannico Malik Faisal Akram, irrompe nella sinagoga mentre è in corso una diretta Facebook della cerimonia in corso al suo interno. Nei primi minuti del sequestro l’uomo chiede il rilascio di quella che definisce sua sorella, Aaifa Siddiqui.

Aaifa Siddiqui, anche nota come Lady Al Qaida, è una neuroscienziata pachistana, condannata a 86 anni di reclusione per tentato omicidio di ufficiali americani in Afghanistan. Siddiqui chiede ai negoziatori di poter parlare con lei perché “oggi morirà” e si barrica all’interno della sinagoga, minacciando di uccidere gli ostaggi.

Dopo diverse ore, si sentono forti rumori, probabilmente spari, all’interno dell’edificio. Il governatore del Texas annuncia poi che tutti gli ostaggi sono stati liberati e messi al sicuro mentre l’uomo è stato ucciso.

«Voglio essere chiaro con chiunque abbia intenzione di spargere odio: ci opporremo sempre all’antisemitismo e all’estremismo» è stato il primo commento di Joe Biden. Nel frattempo, l’organizzazione contro l’antisemitismo Anti-Defamation League ha chiesto di incrementare la vigilanza per proteggere sinagoghe e istituzioni ebraiche nel Paese.

In un secondo momento, gli avvocati smentiscono la parentela fra i due: l’uomo “non ha nulla a che fare con Aafia Siddiqui o con la sua famiglia“. Lady Al Qaida è stata arrestata nel 2008 in Afghanistan perché trovata in possesso di cianuro di sodio e alcuni documenti.

Fra le carte incriminanti si trovano descrizioni dettagliate su come produrre armi chimiche, alcune mappe di New York e indicazioni su come rendere anche l’Ebola un’arma. Siddiqui ha sempre respinto le accuse e negato ogni intento terroristico. Ad alimentare i sospetti nei confronti della donna anche una sua parentela con Khalid Sheikh Mohammed, ritenuto una delle menti dietro l’attacco alle Torri Gemelle.

di: Marianna MANCINI

FOTO: PIXABAY

Rispondi