Uccisa a botte, sentenza il 31 gennaio

È stata chiesta alla Corte d’assise d’appello la conferma a 21 anni per gli assassini della donna

I giudici della Corte d’assise d’appello emetteranno il prossimo 31 gennaio la sentenza per i due uomini accusati di aver ucciso, il 23 luglio 2018, Zeneb Badir, la donna 34enne marocchina massacrata di botte in uno stazzo tra Arzachena e Baja Sardinia, in Gallura.

I due imputati, Jalal Hassissou e Soufyane El Khedar, sono stati condannati in primo grado a 21 anni per omicidio volontario e la procuratrice generale Maria Gabriella Pintus ha chiesto che la sentenza venga confermata.

Secondo la ricostruzione processuale dei fatti la donna era amica di Hassissou e El Khedar ed era stata pestata a sangue e lasciata per ore agonizzante in casa, prima di essere accompagnata alla guardia medica di Arzachena e poi all’ospedale di Olbia. Quando era arrivata, era già in coma. I due uomini avevano raccontato ai medici e ai carabinieri che le lesioni erano dovute a una caduta. Poi, trascorse un paio di ore, Soufyane El Khedar aveva confessato dichiarando di aver solo assistito al pestaggio e, anzi, aveva tentato invano di fermare il suo amico.

La Corte li aveva ritenuti entrambi responsabili condannandoli a 21 anni di reclusione e al pagamento di una provvisionale di 250 mila euro a ciascuna delle tre figlie minorenni della vittima, rappresentate dall’avvocato Damaso Ragnedda. La difesa ha chiesto l’assoluzione.

di: Micaela FERRARO

FOTO: PIXABAY

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