L’ex latitante Mesina potrà percepire la pensione sociale

L’Inps ha accolto il ricorso dei legali del bandito, cui era stata sospesa l’erogazione degli assegni in seguito alla fuga nel 2020. Per il momento non gli verranno restituiti gli arretrati

L’ex latitante Graziano Mesina potrà tornare a riscuotere la sua pensione sociale. Lo ha confermato l’Inps che ha accolto in via cautelativa le richieste presentate dai legali del criminale, fra i più pericolosi del banditismo sardo e anche noto come Gratzianeddu.

Nel 2020 Mesina era stato condannato definitivamente a 30 anni per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga; in seguito alla sentenza, Gratzianeddu si era dato alla fuga ed era rimasto latitante fino allo scorso dicembre (avevamo dato qui la notizia del suo arresto). A quel punto la Procura di Cagliari aveva chiesto e ottenuto dall’Inps la sospensione della sua pensione sociale.

La sospensione è stata revocata visto che il detenuto si trova a scontare la sua pena nel carcere nuorese di Badu ‘e Carros. Gli avvocati avevano chiesto che fossero erogati anche gli assegni previdenziali arretrati, i cui pagamenti erano stati sospesi durante la sua latitanza, ma l’Inps non si è pronunciato al riguardo. Messina percepiva l’assegno sociale minimo dal 2007, quando il presidente Ciampi lo aveva graziato.

Ora il boss del banditismo tornerà in tribunale per chiedere il dissequestro dei beni bloccati lo scorso 18 dicembre, giorno del suo arresto. I beni (effetti personali e 6mila euro in contanti) erano stati sequestrati nell’ambito di un procedimento parallelo, quello per favoreggiamento che ha coinvolto i due coniugi nella cui casa si trovava Mesina al momento dell’arresto. La coppia ha poi patteggiato per direttissima (qui le ultime sulla vicenda giudiziaria).

di: Marianna MANCINI

FOTO: PIXABAY

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