Golpe in Burkina Faso, le piazze celebrano i militari

“Per noi non è un colpo di stato. È una liberazione del nostro Paese guidato da incapaci” ha dichiarato una manifestante che ha accolto con favore l’arresto del presidente Kaboré

Ieri, con un colpo di stato, i militari hanno arrestato il presidente del Burkina Faso, Faso Roch Marc Christian Kaboré, tenendolo detenuto in una caserma della capitale Ouagadougou (qui abbiamo lanciato la notizia). Oggi centinaia di persone hanno partecipato a manifestazioni di solidarietà con i militari, nonostante l’Onu abbia richiesto il “rilascio immediato“.

«Per noi non è un colpo di stato. È una liberazione del nostro Paese guidato da incapaci» ha dichiarato una dei manifestanti scesi in piazza. «Avevamo chiesto in diverse occasioni le dimissioni del presidente Kaboré, che non ha ascoltato questo appello – aggiunge un’altra – l’esercito ci ha ascoltato e capito».

L’ex presidente è stato preso di mira per il suo mancato “polso duro” contro i gruppi di jihadisti i cui attacchi continuano a minare la pace nel Paese.

Fra le bandiere in piazza sventolano quella del Mali e della Russia; la folla sembra guardare speranzosa a quanto avvenuto con la giunta militare di Bamako, andata al potere in Mali con un golpe lo scorso maggio anche grazie a un intervento di cooperazione di Mosca, sotto mentite spoglie con i paramilitari russi del gruppo Wagner (lo avevamo visto qui).

Per il resto, il corrispondente Afp in Burkina Faso non ha rilevato una massiccia presenza di militari per le strade e la situazione sembra essere tranquilla nel Paese.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/STR

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