La presidente del Parlamento Ue Metsola: “necessario rivedere sicurezza”. Sanzioni: colpiti 160 russi e tre banche bielorusse
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto un colloquio telefonico con il premier canadese Justin Trudeau. Lo rende noto lui stesso su Twitter. «Ho parlato con il mio amico Justin Trudeau di cooperazione tra Ucraina e Canada in materia di difesa e di come aumentare la pressione delle sanzioni sulla Russia. Abbiamo concordato ulteriori passi diplomatici. Il Canada è con l’Ucraina. Lo percepiamo ogni giorno» – scrive.
La conversazione è stata riportata anche da Trudeau che ha aggiunto: «ho avuto un colloquio con il presidente ucraino. Gli ho detto che il Canada invierà all’Ucraina un’altra consegna di equipaggiamento militare altamente specializzato. Abbiamo parlato anche delle sanzioni contro la Russia e dell’assistenza umanitaria per l’Ucraina».
Poco prima Zelensky aveva sentito al telefono anche il premier spagnolo Pedro Sànchez, che al termine del colloquio ha twittato: «ho parlato di nuovo con il presidente ucraino. Gli ho comunicato che insieme, con i nostri partner nell’Ue, continueremo a sostenere l’Ucraina e il popolo ucraino in questi momenti difficili». Zelensky ha ringraziato la Spagna per la solidarietà e il forte sostegno.
La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha parlato oggi della situazione sul territorio ucraino durante una conferenza stampa congiunta con la premier estone, Kaja Kallas. «È necessario rivedere la sicurezza europea – ha affermato – e la dipendenza dell’Europa dal Cremlino, perché Putin ha infranto la pace della nostra generazione» (leggi qui).
Metsola ha sottolineato l’importanza di rivedere l’intero sistema di sicurezza dell’Unione Europea, e ha spiegato: «è tempo di intraprendere un’azione decisiva per garantire la sicurezza di tutti gli europei. È tempo di costruire una vera unione di sicurezza e per la difesa e ridurre la nostra dipendenza dal Cremlino».
Le sanzioni si inaspriscono, come promesso tanto dall’Ue quanto dagli Usa: le nuove multe europee colpiscono 160 russi e tre banche bielorusse.
L’Ucraina, tuttavia, continua a chiedere aiuto. Secondo il sindaco di Kiev, Vitalii Klitschko, infatti, la capitale può resistere soltanto “una settimana” se le forze di Mosca la circonderanno. «Abbiamo bisogno dei jet ora, aiutateci – ha detto in un’intervista alla Cnn, riferendosi all’eventualità che la Polonia invii dei Mig all’Ucraina. – Kiev è un obiettivo di Mosca».
«Le perdite del nemico sono maggiori rispetto alle nostre. Ovviamente le forze armate ucraine registrano perdite, e noi onoriamo i nostri eroi, ma sono molto più basse rispetto a quelle del nemico» – riferisce intanto il consigliere della presidenza di Kiev, Oleksiy Arestovich.
Dalla Cina arriva forte l’accusa verso Stati Uniti e Nato in merito a “come si è evoluta la questione ucraina“. «Le mosse della Nato, guidata dagli Usa, hanno spinto le tensioni tra Russia e Ucraina al punto di rottura – ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Zhao Lijian. – Chiudendo gli occhi sulle proprie responsabilità gli Usa criticano la posizione della Cina sull’Ucraina alla ricerca di spazio per il complotto di soffocare contemporaneamente Cina e Russia con l’obiettivo di mantenere la loro egemonia. Più si scervellano per screditare la Cina con bugie e ingigantire le cose più rivelano il loro deficit di credibilità alla comunità internazionale».
Il premier Boris Johnson durante il Question Time alla Camera dei Comuni si è dichiarato convinto che i partiti siano uniti contro la guerra e che lo saranno ancora di più nell’affrontare i “giorni duri dinanzi a noi“. In merito alle critiche sulla lentezza dell’accoglienza dei rifiuti, ha inoltre promesso che nei prossimi giorni Londra si impegnerà di più per aiutare il popolo ucraino. «Sappiamo quanto questo Paese ha da guadagnare dai rifugiati» – ha aggiunto dicendo che si aspetta che i visti aumentino fino a centinaia di migliaia.
In attesa dell’incontro previsto per domani tra il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e quello ucraino Dmytro Kuleba ad Antalya, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha detto di essere speranzoso che “si apra la porta per un cessate il fuoco duraturo“. Dal canto suo, Kuleba ha detto di non avere grandi aspettative sull’incontro: «ci stiamo preparando ai colloqui con la controparte russa, il ministro Lavrov. Si terranno domani – ha dichiarato in un video postato sul suo account Facebook ripreso dall’agenzia Tass. – Parlando francamente, io ho aspettative basse dai colloqui. Non vi ripongo nessuna grande aspettativa».
La vice presidente americana Kamala Harris, che come annunciato questa mattina si recherà a Varsavia, affronterà la questione degli aerei offerti tramite gli Usa, che ha spiazzato Washington.
Dall’Italia arriva ancora una volta forte e chiara la condanna al conflitto. A parlare questa volta è il sgretario generale della Cgil, Maurizio Landini: «non si tratta di essere contro la guerra, semplicemente perché siamo pacifisti, ma siamo contro la guerra anche per il modello di sviluppo economico e sociale che ci sta dietro all’idea che lo strumento torni ad essere anche in Europa, a partire dalle nazioni più importanti, che determina i rapporti e regola i rapporti geopolitici».
Intanto continuano gli stop nel mondo dello spettacolo e dello sport. Oggi è il turno della tournèè filarmonica russa, che salta la data del 25 aprile a Bologna.
Allo stesso modo prosegue la lotta al dissenso in Russia: l’Università di San Pietroburgo ha deciso di espellere almeno 13 studenti arrestati durante le proteste contro la guerra in Ucraina. Fra loro vi è anche Veronica Samusik, giornalista per il sito online Sota.Vision. Secondo quanto riferisce il quotidiano russo Kommersant, potrebbero esserci ulteriori espulsioni.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/EPA/UKRAINIAN PRESIDENTIAL PRESS SERVICE

