Resinovich: tracce del suo dna sul cordino dei sacchetti

Il materiale genetico rinvenuto sul cordino dei sacchi che stringevano la testa della donna è misto

Proseguono le indagini sulla morte di Liliana Resinovich, la donna trovata morta in un parco di Trieste lo scorso 5 gennaio. La Scientifica ha confermato di aver rinvenuto una traccia del dna di Liliana nel cordino che stringeva i due sacchetti di nylon nei quali è stata ritrovata la testa della 63enne.

Nelle scorse settimane gli inquirenti hanno raccolto le dichiarazioni di alcuni familiari della donna, compreso il figlio del compagno che ha smentito di avere rapporti con Liliana (qui).

Questo elemento riaprirebbe la pista del suicidio. Secondo la Procura è quindi “possibile” che la donna si sia stretta da sola il cordino al collo, dopo aver infilato la testa nei sacchetti.

A queste ipotesi si aggiunge però un altro dettaglio: la traccia rinvenuta sul cordino ha un dna misto e presenta tracce del contatto di una seconda persona.

Vista l’esigua quantità del materiale genetico rinvenuto, non è ancora possibile attribuirne la provenienza ma potrà essere effettuata una comparazione con quello delle persone attualmente interessate nelle indagini.

Al momento è aperto un fascicolo d’inchiesta con l’accusa di sequestro di persona. Non risulta ancora nessun iscritto nel registro degli indagati.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/DE FILIPPO

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