Lavrov sente Cavusoglu

Il ministro degli Esteri russo e il suo omologo turco hanno affrontato soprattutto il tema dei corridoi umanitari per garantire “il ritorno dei cittadini turchi in patria”. Macron chiamerà Putin nelle prossime ore

Continuano i provvedimenti nei confronti di Mosca per l’invasione dell’Ucraina (leggi qui ). Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha parlato al telefono con il suo omologo turco Mevlut Cavusoglu, raccomandando ad Ankara di fare appello a Kiev affinché non ostacoli il funzionamento dei corridoi umanitari in Ucraina.

«I ministri degli esteri dei due paesi hanno avuto un colloquio telefonico oggi a seguito dei colloqui
russo-turchi ad Antalya. La situazione che circonda l’Ucraina è stata discussa, in particolare, nel contesto  dell’assistenza fornita dall’esercito russo nel ritorno in sicurezza dei cittadini turchi in patria
– ha affermato il ministero degli Esteri russo – le controparti turche sono state anche convinte a fare appello alla parte ucraina per non ostruire i corridoi umanitari organizzati per l’evacuazione dei civili».

Il presidente francese Emmanuel Macron ha manifestato l’intenzione di chiamare il presidente russo Vladimir Putin nelle prossime ore. Lo riferisce l’agenzia Tass.

Gli Stati Uniti non escludono un embargo commerciale totale della Russia per l’invasione dell’Ucraina. Lo riporta Cnbc citando il vice segretario al Tesoro Wally Adeyemo, secondo il quale fra le opzioni a disposizione c’è anche il blocco dell’accesso della Russia alle vie navigali internazionali.

Gli Usa sono impegnati alla sicurezza degli alleati della Nato. È il messaggio inviato dalla vice presidente statunitense Kamala Harris ai premier di Bulgari e Repubblica Ceca, Kiril Petkov e Petr Fiala, nel corso di una conversazione telefonica. «I leader hanno discusso degli sforzi degli Usa e dell’Ue per l’assistenza all’Ucraina e alla regione, inclusi quelli umanitari a chi fugge dalla violenza» afferma la Casa Bianca.

Il Coreper (Comitato dei Rappresentanti permanenti), composto dai 27 Paesi membri dell’Ue, ha approvato il quarto pacchetto di sanzioni contro la Russia che vanno a colpire “diversi” settori dell’economia moscovita. Via libera, anche alla richiesta all’Organizzazione Mondiale del Commercio di sospendere, per la Russia, la clausola della “nazione più favorita” nonché l’esame della candidatura della Bielorussia ad entrare nell’organizzazione. Le misure entreranno in vigore non appena saranno pubblicate sulla Gazzetta europea.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto alla presidente della Commissione Ue di aumentare le sanzioni contro la Russia. «Ho discusso con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen il sostegno per rispondere all’aggressione russa. Aumentare la pressione delle sanzioni sulla Russia è importante» ha scritto in un tweet Zelensky, che ha detto di “apprezzare la significativa assistenza finanziaria“. L’Ucraina, ha concluso, “continua a muoversi verso l’adesione all’Ue”.

«Non vediamo nessun impegno da parte di Vladimir Putin una de-escalation in Ucraina». Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Jen Psaky in un briefing con la stampa rispondendo ad una domanda sui colloqui tra negoziatori russi e ucraini.

«Dobbiamo fare tutto il possibile per scongiurare un uragano di fame e un tracollo del sistema alimentare globale». Ad annunciarlo è il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres nel corso di un incontro con la stampa. Mentre la situazione umanitaria in Ucraina è terribile, ha rilevato il segretario generale dell’Onu, “c’è un’altra dimensione di questo conflitto che viene oscurata: il suo impatto sull’economia globale, in particolare sui paesi in via di sviluppo. La Russia e l’Ucraina rappresentano più della metà della fornitura mondiale di olio di girasole e circa il 30% del grano mondiale. L’Ucraina da sola fornisce più della metà della fornitura di grano del Programma alimentare mondiale”. «I prezzi di cibo, carburante e fertilizzanti sono alle stelle. Le catene di approvvigionamento vengono interrotte. E i costi e i ritardi di trasporto delle merci importate, quando disponibili, sono a livelli record. Tutto questo sta colpendo i più poveri e piantando i semi dell’instabilità politica e dei disordini in tutto il mondo». L’Onu, intanto, ha annunciato il segretario generale delle Nazioni Unite, ha sbloccato 40 milioni di dollari per sostenere gli ucraini più vulnerabili e assicurare forniture essenziali quali il cibo, l’acqua e medicinali.

No War

Quattro mila fra insegnanti, accademici, studenti, laureati e personale della prestigiosa Università statale ‘Lomonosov’ di Mosca,  la più antica della Russia, hanno firmato una lettera in cui condannano l’invasione dell’Ucraina. «Condanniamo categoricamente la guerra che il nostro Paese ha scatenato in Ucraina – si afferma nel documento fatto circolare sul web, nonostante le minacce delle autorità – a guerra è violenza, crudeltà, morte, perdita di persone care, impotenza e paura che non possono essere giustificate da nessun obiettivo…La guerra è l’atto più crudele di disumanizzazione».

Marina Ovsyannikova, dipendente di Primo Canale (Channel One), in segno di protesta, è arrivata alle spalle della conduttrice durante il principale telegiornale russo con in mano un cartello con la scritta scritta: «Fermate la guerra. Non credete alla propaganda». Poco prima la donna aveva registrato un videomessaggio in cui affermava di “vergognarsi di essere una dipendente di Channel One”. «Quello che sta accadendo in Ucraina è un crimine e la Russia è l’aggressore». ha detto, aggiungendo che suo padre era ucraino.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/TWITTER

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