Il Mozambico e la piaga degli attacchi jihadisti: riprendono le violenze

La guerra del Governo contro gli insorti di Al-Sunna wa Jama’a sembra non avere una soluzione: nella prima settimana di marzo uccisi 15 civili

Riprendono, dopo un periodo di relativa calma, gli attacchi dei gruppi jihadisti in Mozambico, e in particolare a Cabo Delgado, nel nord del Paese.

A renderlo noto è l’organizzazione non governativa internazionale Human Rights Watch (Hrw), che segnala nella prima settimana di marzo l’uccisione di almeno 15 civili nei villaggi di Mbuidi, Malamba e Nangõmba. A febbraio, invece, i gruppi armati avrebbero attaccato almeno 8 villaggi in tutta Cabo Delgado, bruciandone completamente cinque.

Nella zona opera il gruppo jihadista precedentemente noto come al-Shabaab, “i giovani”, ora meglio conosciuto come Al-Sunna wa Jama’a (Aswj), che fa riferimento all’Isis, in contrapposizione al gruppo somalo che si rivolge invece ad al Quaeda. Le loro azioni violente hanno provocato la morte di oltre 3.000 persone e la fuga di 700 mila abitanti.

«Il conflitto armato tra gli insorti jihadisti e il Governo del Mozambico ha esacerbato la già grave carenza di cibo a Cabo Delgado, in cui si ricorda che questa è una delle quattro province mozambicane con il maggior numero di persone che soffrono di grave insicurezza alimentare» – si legge nella nota di Hrw. Le violenze, infatti, si aggiungono a un già grave livello di povertà e carenza alimentare.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/UFFICIO STAMPA OXFAM

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