Legami con la mafia, confisca da 6 milioni a imprenditore palermitano

L’uomo, arrestato nell’ambito dell’operazione Game Over su presunti legami tra un sistema di scommesse e i clan mafiosi, è già stato condannato in primo grado

10 beni immobili, 7 società operanti nel settore edile e in quelle dei giochi e scommesse, delle quali alcune ubicate a Malta, quattro veicoli, 6 rapporti finanziari, una quota societaria e diritti di credito pari a 300 mila euro di una impresa operante a Terni: è questa la natura della confisca da 6 milioni di euro eseguita dalla polizia nei confronti del 50enne Benedetto Bacchi.

Il provvedimento, richiesto dal questore Leopoldo Laricchia, è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo.

Bacchi è stato condannato in primo grado lo scorso ottobre a 18 anni di carcere per le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa, concorrenza sleale aggravata dal metodo mafioso e per i reati, anche questi aggravati dalla predetta circostanza, di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse, truffa aggravata, trasferimento fraudolento di valori, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Secondo l’accusa, infatti, l’imprenditore avrebbe gestito un sistema di scommesse con “l’interesse della mafia sia nella distribuzione sul territorio delle sale gioco e scommesse”. In particolare sarebbe stato sostenuto dalle famiglie mafiose di Partinico e di Palermo, San Lorenzo, Resuttana, Porta Nuova, Noce e Brancaccio.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/CARABINIERI DIA

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