A Kiev 300 morti e oltre 1.000 feriti, Irpin è stata liberata

Di Maio: “è sceso a 186 il numero degli italiani in Ucraina”

40 bombardamenti in 24 ore: a denunciarlo è il capo dell’amministrazione militare regionale di Kiev, Alexander Pavlyuk, su Telegram. Le zone più colpite della regione sono Irpin, Bucha, Makariv, Borodyanka e Dmytriv nel distretto di Buchansky; Great Dymer nel distretto di Brovarsky; e Dymerska e Ivankivska nel distretto di Vyshhorod.

Nel primo pomeriggio arriva la notizia della liberazione di Irpin. A darne conferma è lo stesso sindaco Alexander Markushin: «la nostra Irpin è stata liberata dal male di Mosca! Gloria all’Ucraina».

La situazione rimane preoccupante a Kharkiv dove, secondo quanto reso noto dal sindaco, dall’inizio dell’offensiva russa sono stati distrutti 1.177 condomini, 53 asili nido, 69 scuole e 15 ospedali.

Gli scontri proseguono pesantemente anche nelle regioni del Donetsk e Lugansk dove “la Russia non smette di provare a svolgere operazioni offensive“, come ha spiegato il portavoce del Ministero della Difesa ucraino. Pesanti combattimenti sono in corso, ad esempio, a Marinka, mentre “altri luoghi ora sono passati sotto il controllo dell’esercito russo ma non posso nominarli“.

Proprio nella regione di Luhansk, in seguito al bombardamento di Severodonetsk, l’esercito russo ha distrutto cinque case uccidendo 7 persone, come riporta il capo dell’amministrazione statale regionale Serhiy Haidai.

Arrivano brutte notizie anche dalla città di Chernihiv dove sono finiti sotto i colpi di artiglieria anche i volontari che stavano “portando medicine e cibo ai civili e ai nostri soldati. Il carico e le auto sono stati distrutti e alcuni volontari sono rimasti feriti, alcuni in maniera grave, dalle schegge“.

Anche il bilancio di vittime nella Capitale cresce a dismisura: in oltre un mese di guerra a Kiev sono morte oltre 300 persone, con più di 1.000 feriti e circa 300 edifici distrutti: «bombardati anche asili nido e scuole. Più di 1.000 persone sono state ricoverate in ospedale, inclusi 18 bambini gravemente feriti» ha confermato il sindaco della capitale ucraina Vitaly Klitschko, secondo cui sarebbe fuggita dalla città già metà della popolazione.

Intanto, secondo il leader ceceno Ramzan Kadyrov, “non manca molto tempo alla completa liberazione di Mariupol“. «I militari russi – dichiara, citato dalla Tass, – stanno liberando Mariupol dalle bande naziste casa per casa. I combattenti agiscono in modo deciso, duro, tempestivo».

Di tutta risposta, il sindaco di Mariupol Vadym Boychenko ha diffuso un bollettino sulla distruzione della sua città: «in 27 giorni di assedio a Mariupol sono morte circa 5mila persone fra cui 210 bambini»; dati approssimativi visto che i combattimenti sono ancora in corso ed è difficile entrare in possesso di numeri certi. Il primo cittadino ha spiegato che la città “è in mano agli occupanti” e che “serve la completa evacuazione di Mariupol“.

La Russia ha espulso tre diplomatici slovacchi. Da 2.000 a 186 scende intanto il numero degli italiani in Ucraina. A renderlo noto, durante la riunione di coordinamento tenutasi questa mattina all’Unità di Crisi della Farnesina, è il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio.

Non si placa l’intensità degli attacchi russi in diverse città dell’Ucraina (qui). Dal Bucha, cittadina a 30 chilometri a nord-ovest di Kiev, è arrivata una nuova drammatica testimonianza dell’invasione. A parlare è il primo cittadino Anatolii Fedoruk secondo cui “tutti gli orrori di cui noi abbiamo sentito parlare come di crimini compiuti dai nazisti durante la seconda guerra mondiale ora li vediamo qui a Bucha, dove è in atto un piano del terrore contro la popolazione civile“.

Bucha è uno dei fronti più caldi del conflitto ed è diventato un teatro di guerra in piena regola: «è difficile credere che una cosa del genere possa accadere nel XXI secolo – prosegue il sindaco – i russi, col pretesto di cercare i nazisti, irrompono nelle case e le saccheggiano e poi uccidono i civili senza motivo».

«Il 17 marzo Ruslan Nechyporenko, padre di tre figli, è stato ucciso con un colpo a bruciapelo davanti a suo figlio di 14 anni, con cui stava andando a prendere aiuti umanitari – racconta ancora Fedoruk – stuprano ragazze, feriscono e uccidono i bambini, non hanno pietà neanche per gli anziani. Ai medici non permettono di portare fuori i feriti e prestare soccorso a chi ne ha bisogno».

Intanto è stata rilevata una seconda mina nel Mar Nero vicino allo stretto del Bosforo. La Turchia ha individuato e distrutto l’esplosivo, chiudendo il traffico dello Stretto per l’operazione di sminamento.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/ROMAN PILIPEY

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