Kiev-Mosca, colloqui conclusi: non proseguono. Medinsky: “cammino per la pace è lungo”

Mosca: “Putin valuterà proposte dei negoziatori ucraini”. La Nato ha convocato un Consiglio Atlantico il 6 e 7 aprile. Telefonata tra Putin e Macron con al centro l’evacuazione di Mariupol

Non proseguiranno domani i colloqui di pace tra Russia e Ucraina (qui). A differenza di quanto precedentemente diffuso, sembrerebbe che questo round di negoziati a palazzo Dolmabahce, Istanbul, si sia concluso oggi e che non proseguirà stasera o domani. A rettificare è un portavoce del ministero degli Esteri turco, citato dall’agenzia di stampa tedesca Dpa.

«Dopo i colloqui importanti di oggi, abbiamo concordato e suggerito una soluzione, in base alla quale un incontro tra i capi di Stato sarà possibile contemporaneamente alla firma del trattato da parte dei ministri degli Esteri, tanto più che durante la firma sarà possibile discutere varie sfumature politiche e vari dettagli». A parlare è il capo della delegazione di Mosca ai colloqui di Istanbul, Vladimir Medinsky, secondo il quale il “cammino per la pace è ancora lungo“.

È in corso il colloquio telefonico tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente francese Emmanuel Macron. Il presidente americano Joe Biden, come annunciato dalla Casa Bianca, ha avuto un lungo colloquio telefonico con i leader europei in merito alla crisi ucraina.

Per la Turchia, Paese ospite, “oggi è stato raggiunto il più significativo progresso nei negoziati in corso“. «Continueremo il nostro impegno per arrivare a un cessate il fuoco e a una pace permanente tra Russia e Ucraina» – ha detto il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, citato dalla tv di Stato Trt.

Gli Stati Uniti, tuttavia, non vedrebbero segnali di “reale serietà” dalla Russia. Il segretario di Stato Usa, Antony Blinke, ha chiesto ancora una volta a Mosca di “mettere fine ora all’aggressione” e di ritirare le sue forze, sottolineando che c’è una differenza tra quello che la Russia dice e quello che fa: «gli Stati Uniti si concentrano su quest’ultimo».

Stando a quanto emerso, Mosca fermerà le attività militari sulla capitale ucraina. Kiev, invece, si direbbe detta disposta ad accettare lo status di neutralità in cambio di garanzie adeguate ed escludendo la possibilità di basi militari straniere. «Vogliamo un meccanismo internazionale di garanzie di sicurezza in cui i Paesi garanti
agiscano in modo simile all’articolo 5 della Nato, e ancora più fermamente
» – ha detto il negoziatore David Arakhamia. L’Ucraina, a tal proposito, rinuncerà a far parte della Nato ma sostiene che la candidatura per far parte dell’Unione europea non possa essere bloccata.

La Russia si è detta a favore dell’entrata in Ue dell’Ucraina: «da parte sua, la Federazione Russa non si oppone al desiderio dell’Ucraina di aderire all’Unione Europea» – ha dichiarato il capo della delegazione russa a Istanbul, Vladimir Medinsky, citato dall’agenzia statale russa Ria Novosti.

I negoziati, in ogni caso, andranno avanti coinvolgendo anche “i Paesi garanti”, tra cui la Turchia. Ad affermarlo è il delegato ucraino Mikhaylo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Qualsiasi accordo di pace, specifica, dovrà essere approvato in un referendum popolare in Ucraina e poi dai Parlamenti di tutti i Paesi garanti della sicurezza ucraina. I Paesi garanti, ancora, dovranno fornire “assistenza militare, forze armate, armamenti, cieli chiusi“. «Tutto ciò di cui abbiamo tanto bisogno ora e che non possiamo ottenere» – ha detto il capo della delegazione ucraina, David Arahamiya, citato da Ukrainska Pravda.

Lo stesso ha affermato che lo status della Crimea e del Donbass saranno oggetto di trattative ad hoc. Podolyak aveva inoltre affermato che i colloqui hanno dato risultati sufficienti per l’organizzazione di un incontro tra i presidenti dei due Paesi, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Al contrario, Medinsky, che ha definito “costruttivi” i colloqui con Kiev, aveva già avvertito che un bilaterale Putin-Zelensky sarebbe avvenuto solo dopo la sigla da parte dei ministeri degli Esteri di un eventuale accordo di pace ma che muovendosi velocemente verso un compromesso un trattato di pace arriverà prima. Lo stesso fa sapere che le proposte presentate dai negoziatori ucraini verranno comunicate a breve al leader russo che le valuterà. La proposta di neutralità e di denuclearizzazione di Kiev è stata confermata dal capo negoziatore.

È stato convocato, per il 6 e 7 aprile prossimi a Bruxelles, il Consiglio Atlantico della Nato. Al vertice, organizzato per discutere degli ultimi sviluppi in Ucraina e presieduto da Stoltenberg, parteciperanno i 30 ministri degli Esteri dei Paesi che fanno parte dell’organizzazione.

In attesa del colloquio telefonico tra Putin e Macron, previsto per questo pomeriggio alle 16.30, Le Figaro rende noto che verrà discussa una mega operazione umanitaria di evacuazione di Mariupol, in collaborazione con la Grecia e la Turchia. Il presidente francese avrebbe accusato il Cremlino di non rispettare le operazioni umanitarie internazionali.

Nel frattempo, le agenzie continuano a ribattere le accuse e le contro-accuse che ormai da mesi incalzano il dialogo fra Kiev e Mosca. Il portavoce del Cremlino è intervenuto sull’accusa di fonti statunitensi secondo cui Roman Abramovich e due negoziatori ucraini sarebbero stati vittima di un tentativo di avvelenamento. Per Peskov si tratterebbe di una “guerra d’informazione” contro la Russia basata su notizie che “non sono ovviamente vere“.

Peskov è intervenuto anche sull’accusa di deportazione dei profughi in Russia: anche in questo caso si tratterebbe di una “menzogna“: le truppe russe, secondo quanto affermato dal portavoce, “stanno aiutando i civili a lasciare Mariupol, a lasciare luoghi in cui le loro vite sono in pericolo“, e lo sono “quando cercano di lasciare quelle aree popolate, perché semplicemente vengono colpite alla schiena“.

Al netto di queste accuse e smentite, comunque, il Cremlino ha ribadito l’esigenza che Mosca e Washington “prima o poi” affrontino le questioni di stabilità strategica “importante per tutto il mondo“.

Nel frattempo Zelensky incalza, chiedendo ai partner internazionali di aumentare le sanzioni nei confronti di Mosca e bloccando il commercio con il Paese.

Il Governo olandese ha fatto sapere di aver espulso 17 cittadini russi con l’accusa di spionaggio. Ha fatto seguito anche il Belgio che ha espulso 21 diplomatici russi che avrebbero minacciato la sicurezza nazionale, stando a quanto annunciato dalla ministra degli Esteri di Bruxelles, Sophie Wilmès. Sono, invece, quattro i diplomatici russi espulsi dall’Irlanda, come riferito dal ministero degli Esteri di Dublino.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/UKRAINIAN PRESIDENTIAL PRESS SERVICE

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