Un’ora di telefonata tra Draghi e Putin

Borrell sente Kuleba: “manterremo pressione su Mosca per sostenere l’Ucraina”

È finito il colloquio telefonico annunciato tra il premier Mario Draghi e il presidente russo Vladimir Putin: è durato in totale un’ora. Sembrerebbe che tra i temi discussi tra i due leader ci sia anche il pagamento del gas in rubli.

È atteso in queste ore anche un nuovo colloquio telefonico tra il presidente Usa Joe Biden con il presidente ucraino Zelensky. Lo rende noto la Casa Bianca. Al centro della conversazione ci sarà il “continuo sostegno all’Ucraina di fronte all’aggressione russa“.

Stando a quanto riferito dalla Cnn, che cita funzionari americani, per gli Stati Uniti il presidente russo Vladimir Putin sarebbe stato “male informato” dai suoi consiglieri sull’andamento dell’invasione dell’Ucraina e sull’impatto delle sanzioni sull’economia russa.

Tra le garanzie di sicurezza richieste da Kiev durante i negoziati con Mosca c’è anche l’intervento immediato dei Paesi garanti in caso di “attacco in qualsiasi forma“. «I Paesi garanti devono essere obbligati, dopo consultazioni il cui tetto è di 72 ore, a fornire l’assistenza necessaria, sotto forma di armi e di intervento delle forze armate o altro» – ha dichiarato il capo della delegazione negoziale ucraina, David Arakhamia, in un’intervista a Rbc.

Il capo negoziatore russo, Vladimir Medinsky, intanto ha affermato che durante i negoziati di ieri “l’Ucraina per la prima volta ha mostrato di essere pronta a soddisfare le condizioni per costruire relazioni di buon vicinato con la Russia“. Su Donbass e Crimea ha aggiunto: «la posizione di fondo della Russia non è cambiata».

L’alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell, ha riferito di un colloquio con il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba: «ho riconfermato il continuo sostegno dell’Ue all’Ucraina e al suo popolo. Manterremo la pressione per fermare l’aggressione armata russa e ottenere il ritiro delle forze armate russe dall’Ucraina».

Secondo il capo della delegazione di Kiev, Mykhailo Podoliak, inoltre l’oligarca Roman Abramovich sarebbe “un mediatore estremamente efficace” nei negoziati fra Ucraina e Russia.

Arrivano nuove dichiarazioni da Pechino dopo l’incontro tra Lavrov Wang Yi. La Cina, infatti, invita Mosca e Kiev “a continuare i colloqui di pace nonostante le difficoltà e sostiene i risultati positivi raggiunti finora nei negoziati, il raffreddamento della situazione sul campo il prima possibile e gli sforzi compiuti dalla Russia e da altre parti per prevenire una crisi umanitaria su larga scala“. 

Dal Cremlino i toni si fanno tutt’altro che concilianti. Il portavoce Dmitry Peskov ha ribadito che “la Crimea fa parte della Federazione Russa. E secondo la nostra costituzione, non possiamo discutere con nessuno del futuro del territorio della Federazione Russa, del futuro delle regioni russe. È escluso. Ed è ciò che dice la nostra costituzione“. Interrogato su possibili accordi sulla Crimea, relativamente alle posizioni espresse dalla delegazione ucraina nei colloqui di Istanbul, Peskov ha rifiutato di commentare sul possibile esito delle mediazioni.

Oggi il sottosegretario alla Difesa italiano, Giorgio Mulè, è a Bruxelles per per una serie di vertici con esponenti della Nato, incluso il Chairman del Comitato Militare e dell’European Defence Agency. «Al centro dei colloqui l’evoluzione della situazione in Ucraina – ha spiegato, – con particolare focus sulle differenti fasi del conflitto ed i suoi possibili sviluppi e il consolidamento di una politica industriale internazionale che vede l’Italia al centro delle prossime decisioni della Nato, provvedimenti cruciali per il nostro Paese. Tra queste, nell’ambito di un progetto innovativo chiamato Diana, l’acceleratore di imprese e start up operanti nel settore della difesa, per il quale l’Italia è tra i principali candidati con la città di Torino».

Intanto il ministro degli Esteri russo Lavrov domani sarà a Delhi per una visita ufficiale di due giorni. Il soggiorno indiano di Lavrov coinciderà con le visite del consigliere Usa per la sicurezza nazionale Daleep Singh e della ministra degli Esteri britannica Liz Truss. I tre appuntamenti saranno incentrati sulle posizioni dell’India in merito al conflitto.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intanto, ringrazia la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, il premier canadese, Justin Trudeau, e il Global Citizen e scrive su Twitter: «esorto gli amici dell’Ucraina in tutto il mondo a partecipare alla campagna #StandUpForUkraine e ad appoggiare l’evento online Social Media Rally il 9 aprile. Il vostro aiuto contribuirà alla nostra vittoria comune».

Continua l’accoglienza da parte dei Paesi occidentali dei profughi ucraini. Il ministro dell’Istruzione italiano, Patrizio Bianchi, ha fatto sapere che il Paese ha accolto 8.455 studenti ucraini, di cui 1.577 nell’infanzia, 4.172 nella primaria, 2.066 nella secondaria di primo grado e 640 nella secondaria di secondo grado. «1.888 studenti sono in Lombardia, poi Emilia Romagna e Veneto fino a 56 in Basilicata e 36 in Molise. Sono stati accolti con grande attenzione in tutte le scuole e si sono potuti avvalere della mediazione linguistica» – precisa il ministro.

Il vicario della diocesi di Chisinau in Moldavia, monsignor Cesare Lodeserto, ha lanciato un allarme sul problema della tratta degli esseri umani, “ormai approfondito anche dalle autorità locali” e sotto la lente di un pool internazionale dell’Interpol appositamente costituito. «Noi abbiamo testimonianze che nella vicina Odessa si è creato anche uno ‘status criminale’ che già opera in tal senso. A motivo di ciò è giustificata anche la nostra scelta di una casa protetta che accompagna queste persone fragili a rischio» ha spiegato a Radio Vaticana.

Secondo Ukraine Now diversi Paesi europei starebbero espellendo diplomatici russi sospettati di spionaggio. Sarebbe successo nei Paesi Bassi, dove è stato intimato di abbandonare il Paese a 17 dipendenti dell’ambasciata russa, in Repubblica Ceca (un funzionario), in Belgio (21 diplomatici) e in Irlanda (quattro dipendenti).

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/TWITTER CREMLINO

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