Regeni, nuova udienza preliminare. Cartabia: “nessuna collaborazione egiziana”

“Verità per Giulio Regeni”: in piazzale Clodio i genitori del ricercatore morto in Egitto nel 2016 dopo essere stato sequestrato e torturato

Si aperta oggi nel Tribunale di Roma la nuova udienza preliminare per la morte del ricercatore italiano Giulio Regeni, avvenuta in Egitto nel 2016 (leggi qui).

In vista dell’udienza, la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, ha sottolineato che l’Egitto non ha mostrato segni di collaborazione alle indagini.

Immancabili in piazzale Clodio i genitori del giovane, Claudio Regeni e la madre Paola Deffendi, insieme allo striscione con cui chiedono che venga scoperta la “Verità”. Presenti anche il presidente Fnsi, Beppe Giulietti, e il presentatore televisivo, Flavio Insinna.

«Noi siamo qui per dire che non smetteremo mai di reclamare verità e giustizia. Chiederemo che ci sia un’interruzione dei rapporti con l’Egitto qualora dovesse perseguire una politica di omissione e di cancellazione delle prove» – ha affermato Giulietti.

«Perché sono qui? La domanda è da porre al contrario – ha dichiarato, invece, Insinna. – Perché non esserci? Bisogna esserci. Come ha detto la mamma di Giulio su quel viso ha visto tutto il dolore del mondo, non dobbiamo darci pace fino a quando non si arriverà alla verità. Lo dobbiamo alla famiglia, alla parte buona di questo Paese. Voglio vivere in un Paese, come dice il Papa, che ritrovi un senso di fraternità, dove il tuo dolore diventa il mio. Questa famiglia sta facendo un’opera straordinaria con una compostezza unica al mondo. Dal primo minuto mi sono legato a questa storia. Non si può fare tutto in nome dei rapporti, del petrolio, c’è una persona che è stata torturato in maniera indicibile. Mi interessa che ci sia la volontà politica di andare avanti, spero che l’alta politica faccia il bene delle persone che amministra. A questa famiglia l’alta politica deve dare la verità» – ha concluso.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/FNSI

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