Si temette attacco terroristico, domani ricordo delle due vittime
Sono passati precisamente 20 anni dal giorno in cui un aereo da turismo, guidato da Luigi Fasulo, si schiantò contro il noto Pirellone, riferendosi al grattacielo Pirelli. Erano esattamente le 17.42 quando, il Commander, partito da Locarno, centrò in pieno il palazzo. Un’incidente costato la vita a Alessandra Santonocito e Annamaria Rapetti, due avvocati della regione che si trovavano al lavoro al 26esimo piano.
I vetri in frantumi, il boato, decine di feriti nell’incidente, sono scene indelebile nella mente di chi si trovava nel grattacielo, che all’epoca ospitava gli uffici della giunta regionale, e degli edifici vicini. Subito si temette un nuovo attacco terroristico, come quello avvenuto solo pochi mesi prima, l’11 settembre 2001 a New York. Una “tragedia” l’ha definita il Presidente della Lombardia, Attilio Fontana, che all’epoca era Presidente del consiglio regionale e che domani interverrà in prima persona durante la commemorazione dell’evento. «Il 18 aprile – ha scritto sui social – un aereo da turismo squarciò il ventiseiesimo piano del grattacielo, provocando la morte di due avvocatesse della Regione Lombardia, Alessandra Santonocito e Annamaria Rapetti, e molte decine di feriti. Il ricordo di quei terribili momenti è ancora vivo».
A seguito dell’incidente, il grattacielo venne chiuso per motivo di restauro. L’aula del consiglio regionale fu spostata in una struttura allestita dove ora sorge Palazzo Lombardia. I funerali delle due vittime furono celebrati nel Duomo di Milano, dall’arcivescovo Carlo Maria Martini, alla presenza del governatore Roberto Formigoni, del sindaco Gabriele Albertini, del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e di quello del Senato Marcello Pera, oltre a diversi ministri.
L’inchiesta portata avanti dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, stabilì che la causa dello schianto era stata imperizia del pilota, escludendo l’ipotesi del suicidio. L’inchiesta giudiziaria si chiuse definitivamente nel 2004, con un’archiviazione per morte del reo, ovvero Fasulo.
di: Federico ANTONOPULO
FOTO: ANSA/FOTO TV TG5
