Dal grande al piccolo schermo: la sua fama è esplosa in Italia negli anni ’60 e ’70
Catherine Spaak è mancata ieri, 17/04, in una clinica ospedaliera romana. Due anni fa era stata colpita da un’emorragia cerebrale (leggi qui) .
Nata in Francia a Boulogne-Billancourt, Ile-De-France, il 3 aprile 1945 da una famiglia dell’alta borghesia belga, figlia dello sceneggiatore Charles e nipote del noto statista Paul-Henri, nella sua lunga carriera la Spaak ha spaziato tra la musica, il cinema e la televisione. A seguito di una breve comparsa in Le trou, Il buco 1960, di Jacques Becker, nello stesso anno ottiene il primo ruolo da protagonista ne I dolci inganni di Alberto Lattuada.
Due anni dopo gira La voglia matta di Luciano Salce, in cui è il conturbante oggetto del desiderio di un quarantenne ingegnere di successo, Ugo Tognazzi. Sul set ebbe modo di conoscere Fabrizio Capucci, dal quale prende forma una relazione amorosa. Successivamente, sarebbe nata Sabrina, diventata poi attrice di teatro.
Tra i noti film girati, con i maestri del cinema italiano e accanto ai nostri più grandi attori, è impossibile non citare: Il sorpasso (1962) di Dino Risi, La noia (1963) di Damiano Damiani, tratto dal romanzo di Moravia, La parmigiana (1963) di Antonio Pietrangeli, La calda vita (1964) di Florestano Vancini. E ancora abbiamo L’armata Brancaleone (1966) di Mario Monicelli, con Vittorio Gassman, Adulterio all’italiana (1966), con Nino Manfredi, e in La matriarca (1968), con Jean-Louis Trintignant, entrambi di Pasquale Festa Campanile, Una ragazza piuttosto complicata (1969) di Damiani, al fianco di Jean Sorel. Recita ancora in Made in Italy, (1965) di Nanni Loy, nella commedia brillante Febbre da cavallo di Steno e Io e Caterina, diretto e interpretato da Alberto Sordi. Ma ha recitato anche in gialli come Il gatto a nove code di Dario Argento, fino al drammatico Claretta di Pasquale Squitieri. Sono di quegli anni anche i primi successi musicali, come Mi fai paura (1964) e Quelli della mia età, cover di Tous les garçons et les filles di Françoise Hardy. Nel 1968, sul set del musical tv La vedova allegra, conosce Johnny Dorelli e dal loro lungo legame nasce Gabriele Guidi.
Circa verso la metà degli anni Ottanta, la Spaak lascia quasi completamente il cinema per dedicarsi alla tv. Conduce Linea Verde nel 1981, poi dal 1985 al 1988 le prime tre edizioni di Forum, è soprattutto autrice e conduttrice per 15 stagioni di Harem, il talk show di Rai3 tutto al femminile, raffinato, intelligente e privo di retorica. Nel 2007 è tra i concorrenti di Ballando con le stelle, nel 2013 prende parte alla serie cult Un medico in famiglia e si sposa con Vladimiro Tuselli, mentre nel 2014 è tra i concorrenti del programma di Rai1 Si può fare, nel 2015 si mette alla prova con L’isola dei famosi ma dà subito forfait. Nel 2019, lungi da tutto, ritorna al cinema con La vacanza di Enrico Iannaccone, presentato ad Alice nella città per la Festa di Roma, interpretando un’ex magistrata in lotta contro l’Alzheimer Nonostante questo allontanamento dal cinema e un breve ritorno con Iannaccone, la Spaak non ha mai trascurato il teatro, e in particolare ricordiamo le commedie musicali Promesse, di Neil Simon, e Cyrano di Edmon Rostand. Nel frattempo ha avuto modo di collaborare con alcune testate giornalistiche, tra cui Il Corriere della Sera, Amica, Anna e Tv Sorrisi e Canzoni.
Nel 2020, a pochi giorni dall’inizio del lockdown, viene colpita da un’emorragia celebrale: «Non provo nessuna vergogna a parlarne – ha raccontato a Storie italiane su Rai1– . Tante persone che hanno problemi di salute tendono a nasconderlo. Sei mesi fa ho avuto un’emorragia cerebrale e, successivamente, delle crisi epilettiche dovute alla cicatrice. Voglio che alle persone arrivi un messaggio: se siamo malati non dobbiamo vergognarci. Un’emorragia non fa piacere a nessuno, ma oggi qui con il sorriso, con la capacità di ragionare e di parlare, ma anche di ribellarmi. Non ho perso la mia grinta e il mio coraggio. Dico a tutti che si va avanti». Autrice di diversi libri, come Un cuore perso, la raccolta di interviste 26 donne e le due autobiografie Da me e Oltre il cielo, la Spaak lascia un vuoto nella storia italiana.
di: Federico ANTONOPULO
FOTO: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
