Papa Francesco: “rinunciamo ai piani umani per convertirci alla pace”

Cremlino, Peskov: “l’operazione militare procede ma i negoziati risultano insoddisfacenti, da parte ucraina manca coerenza”

Il Lunedì di Pasqua vede Papa Francesco lanciare un nuovo appello per la pace. In visita a Regina Coeli, il Pontefice ha affermato: «la Grazia del Signore risorto doni conforto e speranza a quanti sono nella sofferenza, nessuno sia abbandonato, le liti, le guerre, le contese lascino posto alla comprensione, alla riconciliazione. Sottolineare sempre questa parole: riconciliazione. Dio ha vinto la battaglia decisiva contro lo spirito del male, lasciamo vincere Lui, rinunciamo ai nostri piani umani, convertiamoci ai Suoi disegni di pace e di giustizia».

Dal Cremlino, invece, arrivano nuove dichiarazioni del portavoce Dmitri Peskov. L’operazione militare in Ucraina, dice, “procede secondo i piani“, ma risulta “molto insoddisfacente la dinamica dei negoziati“. «Il presidente ha recentemente affermato che l’operazione speciale sta andando secondo i piani. Allo stesso tempo, a livello di esperti, continuano i contatti nell’ambito del processo negoziale – dichiara. – Purtroppo, come ha detto già il presidente, la parte ucraina non dimostra una particolare coerenza sui punti concordati. La posizione cambia spesso e, ovviamente, la dinamica di avanzamento del processo negoziale è molto insoddisfacente, ma l’operazione militare continua».

Armi e sanzioni: è questa l’ultima richiesta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky all’Occidente. Il suo consigliere, Mykhailo Podolyak, scrive su Twitter: «potremmo avere dei problemi con i Governi di alcuni Paesi dell’Unione europea nella fornitura di armi, ma sentiamo un forte sostegno da parte della gente comune in tutta Europa. Siamo tutti una grande famiglia europea la cui sicurezza è ora combattuta in Ucraina».

Il ministro della Difesa ucraino, Oleksii Reznikov, è sicuro della vittoria di Kiev su Mosca grazie all’aiuto degli alleati. Scrive su Twitter: «sono un avvocato. Per me, lo stato di diritto è sempre stato un valore fondamentale. La Russia è arrivata da noi con la guerra, le uccisioni di massa e i saccheggi. Non esiste una legge per loro. Ma, grazie ai nostri partner, l’Ucraina ha NLaw per loro. Questo tipo speciale di “amore” inevitabilmente vincerà» – recita il tweet in cui gioca sui termini “law” (legge), “NLaw” (acronimo del lanciarazzi portatile “arma leggera anti-carro di nuova generazione”) e “love” (amore).

Nell’ultimo videomessaggio trasmesso alla nazione e agli alleati il presidente ha affermato: «stiamo facendo di tutto per garantire la difesa. Siamo in costante contatto con i partner. Siamo grati a coloro che aiutano davvero con tutto ciò che possono. Ma coloro che hanno le armi e le munizioni di cui abbiamo bisogno e ritardano nella loro fornitura devono sapere che il destino di questa battaglia dipende anche da loro. Il destino delle persone che possono essere salvate».

«Il 53esimo giorno di guerra è finito – ha aggiunto questa notte – e da 53 giorni aspettiamo risposte su alcuni punti delle nostre richieste di armi. E alcune risposte sono formulate in modo che la consegna possa iniziare solo a maggio. Parlo direttamente in questi casi: ogni ritardo nelle armi, ogni ritardo politico è un permesso per la Russia di togliere la vita agli ucraini. Così la interpreta la Russia. Nella realtà non dovrebbe essere così».

Ha poi proseguito: «il mondo democratico deve rispondere a ciò che stanno facendo gli occupanti. Lì vengono costruiti centri di tortura, le autorità locali e chiunque sia ritenuto visibile alle comunità locali viene rapito. Gli insegnanti vengono ricattati, i soldi per le pensioni vengono rubati, gli aiuti umanitari vengono bloccati e rubati e le persone muoiono di fame. Gli occupanti stanno anche cercando di spaccare le regioni sull’esempio delle cosiddette repubbliche separatiste, trasferendo questo territorio alla zona del rublo e subordinandolo alla macchina amministrativa russa. Tutto ciò – ha concluso – richiede una maggiore rapidità da parte dei Paesi occidentali nella preparazione di un nuovo potente pacchetto di sanzioni».

Zelensky avverte che la Russia starebbe estendendo la “zona rublo” nelle regioni di Kherson e Zaporizhia, nel sud del Paese, e chiede che vengano varate nuove sanzioni contro il sistema bancario e finanziario russo.

Il premier spagnolo Pedro Sanchez, durante un’intervista alla rete televisiva Antena3 ripresa dal Guardian, ha fatto sapere che nei prossimi giorni Madrid riaprirà la sua ambasciata a Kiev.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/FERMO IMMAGINE

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