Uso indebito di fondi Ue, Marine Le Pen al centro del ciclone

Nel rapporto presentato dall’Olaf coinvolti anche il padre, Jean-Marie Le Pen, e due ex eurodeputati, Louis Aliot e Bruno Gollnisch

L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (l’Olaf) punta il dito contro la candidata all’Eliseo Marine Le Pen, il padre Jean-Marie e due esponenti del partito Rassemblement National.

Secondo un rapporto risalente allo scorso 11 marzo, ora in mano alla Procura di Parigi, i tre avrebbero speso indebitamente oltre 617 mila euro di fondi pubblici europei mentre erano in servizio come deputati al Parlamento di Strasburgo, destinandoli al pagamento del personale e delle spese legate all’attività politica nell’ambito del gruppo europarlamentare Europe of Nations and Freedom.

Al momento, tuttavia, non sarebbe stato avanzato un capo di imputazione formale ma solo una segnalazione.

Le Pen, il 24 marzo al ballottaggio contro il presidente francese uscente Emmanuel Macron, in particolare, si sarebbe appropriata di circa 137 mila euro tra il 2004 e il 2017. A tal proposito, il suo legale, Rodolphe Bosselut, ha fatto sapere che la candidata nega il suo coinvolgimento e si riserva il diritto di intraprendere “azioni legali contro ex collaboratori che potrebbero essersi appropriati dei fondi senza che lei ne fosse a conoscenza“. 

I collaboratori al centro del mirino sarebbero Louis Aliot, ex compagno di Le Pen e attuale sindaco della città di Perpignan, e l’ex eurodeputato Bruno Gollnisch.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/YOAN VALAT

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