Zelensky alla Biennale di Venezia: “è una battaglia che riguarda tutti”

Il presidente ucraino ringrazia l’inquilino della Casa Bianca per i nuovi aiuti militari, poi smentisce Mosca: “Mariupol non è persa”. Il 26 aprile il segretario alla Difesa Usa Llyod Austin ospiterà un summit con gli alleati

È il 57esimo giorno di guerra in Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ringrazia il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che poco fa ha annunciato nuovi aiuti militari al Paese e nuove misure contro la Russia. «Sono grato al presidente Joe Biden e al popolo per la leadership in sostegno del popolo ucraino nella lotta contro l’aggressione russa. Questo aiuto è necessario oggi più che mai! Salva le vite dei nostri difensori della democrazia e la libertà e ci porta più vicini a ristabilire la pace in Ucraina» ha detto Zelensky.

Il leader ucraino ha poi affermato che Mariupol non è ancora del tutto persa, ma la situazione lì è “grave e difficile”. Zelensky smentisce, così, contraddicendo gli annunci di Mosca, secondo cui la città portuale dell’Ucraina orientale oggi sarebbe caduta nelle mani dell’esercito russo. «C’è un modo militare e ci stiamo preparando» ha detto Zelensky, sostenendo che per riuscirci è necessario l’aiuto dell’Occidente.

In un messaggio per l’inaugurazione del padiglione dell’Ucraina alla 59esima Biennale d’Arte di Venezia, Zelensky ha affermato: «dovete difendere la libertà, in Europa e in Asia. Si tratta di una battaglia che riguarda tutti.
Se la verità è un diritto universale, perché alcune nazioni che lottano per difenderla si sentono sole? Perché non ricevono un uguale sostegno? Che cosa ci divide in questi momenti cruciali? I politici non risponderanno, non ci sono esperti che lo sapranno definire e neppure i media, perché si tratta di qualcosa che va oltre le parole. Nessuno può descrivere il dolore di una ragazza ucraina di Mariupol che scrive una lettera alla madre morta in un bombardamento russo o dei soldati ucraini entrati a Bucha. Nessuna tv, nessuna piattaforma può esprimere queste sensazioni. Non ci sono tirannie che non vogliano limitare l’arte perché conoscono il potere dell’arte. L’arte dice cose che in altri modi non si possono dire, genera sentimenti. Tutte le domande sulla capacità di comprendere la lotta della libertà degli altri hanno a che fare con l’arte».

Il 26 aprile il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin ospiterà un summit con gli alleati presso la base aerea di Ramstein, in Germania. Lo rende noto il portavoce del Pentagono.

L’aviazione statunitense ha creato nuovi droni appositamente per le forze armate ucraine. Lo ha riferito il portavoce del Pentagono alla CNN. Si tratta del sistema Phoenix Ghost di cui gli Stati Uniti invieranno 121 pezzi nel prossimo pacchetto di armi.

Stando a quanto riferito, rispetto agli Switchblade, i cosiddetti “droni kamikaze” già inviati dagli Stati Uniti, questi hanno un “raggio d’azione” più ampio.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/FERMO IMMAGINE

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