Zelensky: “pronto a parlare con Putin nonostante le atrocità”

Secondo il ministro degli Esteri russo Lavrov l’Occidente non deve aspettarsi che “la Russia chieda perdono e capitoli davanti alle sanzioni”

Continua la guerra in Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato ai media polacchi che “i rischi di chiudere completamente qualsiasi dialogo con i russi sono altissimi” e ha definito il processo di negoziazione “molto lento”.

Zelensky si è poi detto pronto a parlare con Vladimir Putin nonostante le atrocità commesse a Bucha, Mariupol e in altre città. Il leader ucraino ha affermato di voler incontrare Putin perché “un solo uomo decide tutto” in Russia.

Il presidente ucraino ha reso noto che è stato scoperta un’altra fossa comune, con i cadaveri di circa 900 persone, nella regione di Kiev. Zelensky ha aggiunto che il governo ritiene che siano quasi mezzo milione gli ucraini deportati illegalmente in Russia dall’inizio dell’invasione. «E nessuno sa quante persone siano state uccise» riferisce Ukrainska Pravda.

Secondo il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov i negoziati tra la Russia e l’Ucraina sulle garanzie di sicurezza potrebbero andare avanti in modo significativo “se Kiev fosse un negoziatore onesto”.

Durante un’intervista al canale televisivo Al-Arabiya Lavrov ha dichiarato: «se fossero negoziatori onesti, se si impegnassero passo dopo passo in ciò che hanno concordato, potremmo fare progressi significativi in questi negoziati e all’Ucraina verrebbero fornite garanzie di sicurezza da un certo numero di Paesi, inizialmente i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite più la Germania e la Turchia, forse qualcun altro. Noi non avevamo nulla in contrario».

Stando a quanto riportato da Ria Novosti il ministro degli Esteri russo avrebbe, inoltre, affermato: «l’Occidente non si aspetti che la Russia chieda perdono e capitoli davanti alle sanzioni».

Suscita scalpore l’invito al presidente russo Vladimir Putin al vertice del G20 in programma a novembre a Bali. «L’Indonesia in quanto presidente di turno è responsabile degli inviti al G20» ha detto la vice portavoce del dipartimento di Stato, Jalina Porter. Il dipartimento ha comunque ribadito la convinzione dell’amministrazione Usa che il vertice “non può essere business as usual”.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/TELEGRAM ZELENSKY

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