Macron fa asse con l’Armenia: la mossa per fermare i turchi

Ecco perché il presidente francese sostiene l’Armenia

La guerra fra Armenia e Azerbaigian per il controllo del Nagorno Karabakh aumenta di intensità, con il ricorso da parte azera agli armamenti avanzati di fabbricazione israeliana e turca, e di pericolosità, con l’arrivo nella zona dei combattimenti di un esercito sul libropaga turco composto dalle 4mila alle 5mila persone, formato da soldati dell’Esercito Siriano Libero, dei Lupi Grigi e, probabilmente, anche della compagnia di sicurezza privata Sadat. L’Unione Europea ha lanciato un appello per un cessate il fuoco ai belligeranti ma la tendenza generale della diplomazia comunitaria, e della maggior parte dei Paesi membri, è di un supporto tacito all’Azerbaigian. Quest’ultimo, infatti, è legato a Bruxelles da un partenariato strategico nel campo dell’energia, provvedendo a soddisfare circa il 5% del fabbisogno annuale comunitario di gas naturale, e riveste un ruolo pivotale per i commerci transcontinentali attraverso il porto di Baku e la linea ferroviaria Baku-Tbilisi-Kars.

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