In Nuova Zelanda un rifugio accoglie gli animali delle vittime di violenza domestica

“Pet Refuge” offre immediato rifugio agli animali in pericolo, permettendo ai loro umani di mettersi al sicuro e di sfuggire alla violenza

Presi a pugni, a calci, strangolati, lanciati, annegati, pugnalati, messi nel microonde, investiti. Questa, spesso, la sorte degli animali che vivono con donne che subiscono violenza domestica. Aiutarli e curarli l’obiettivo di Pet Refuge, l’associazione nata in Nuova Zelanda per offrire sostegno a loro e alle loro padrone.

«So che alcuni fanno fatica a capire perché le persone non mettono al primo posto la propria sicurezza e non abbandonano i loro animali quando sono in situazioni di pericolo – spiega la fondatrice di Pet Refuge New Zealand Charitable Trust Julie Chapman – ma per molte persone, gli animali domestici sono una famiglia».

Chapman ha pensato a Pet Refuge quando si è accorta che alcune persone che subiscono violenze in famiglia tardano a mettersi in salvo per paura di ritorsioni e vendette sui loro compagni di vita. «Per le vittime di violenze in famiglia, è un legame ancora più profondo, perché gli animali possono essere la loro unica fonte di conforto. Quando ti viene costantemente detto che sei inutile, quando la tua autostima è al minimo, ti aggrappi al tuo gatto o al tuo cane».

Il rifugio offre soluzioni pratiche per coloro che cercano di mettere in salvo gli animali con cui hanno vissuto fino alla decisione di fuggire. «Forniamo un rifugio temporaneo agli animali domestici provenienti da tutta la Nuova Zelanda tenendoli al sicuro mentre i loro proprietari sfuggono agli abusi – spiega Chapman – questo è il primo obiettivo dell’associazione. Poi ci impegniamo per aumentare la consapevolezza del legame tra abuso di animali domestici e violenza domestica, infine creiamo una rete di imprese, organizzazioni e individui che possano lavorare insieme per affrontare il problema degli abusi sugli animali domestici e della violenza domestica».

Il rigugio è attualmente in costruzione su un terreno di proprietà della fondatrice. Nel frattempo, cani, gatti, uccelli e animali più piccoli vengono trasportati da tutta la Nuova Zelanda da e verso la sede di Auckland. Da lì gli animali di grandi dimensioni vengono portati negli allevamenti che si sono resi disponibili.

«Questa è una soluzione a breve termine: Pet Refuge non può garantire una durata del soggiorno per nessun animale, ma copre intanto tutti i costi di imbarco, trasporto e veterinari e provvede a vaccinare tutti gli animali che arrivano, se necessario» sottolinea Julie Chapman.

Una soluzione che, però può rivelarsi come una manna dal cielo. Una ricerca del Women’s Refuge del 2018 ha rilevato quanto la crudeltà verso gli animali sia comune alla violenza domestica. Grazie all’indagine basata su quasi 1000 vittime, è emerso che poco più del 50% degli intervistati ha ritardato a lasciare il proprio partner proprio per non lasciare i propri animali. Il 41% delle vittime, inoltre, ha affermato che loro o i loro figli erano stati costretti a guardare il loro animale domestico o un altro animale ferito dal loro partner. Il 73% degli intervistati, invece, avrebbe trovato più facile andarsene se ci fosse stato un rifugio che avesse offerto una sistemazione temporanea per i propri animali domestici.

di: Francesca LASI

FOTO: SHUTTERSTOCK

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