Sicilia: Musumeci azzera la Giunta ma resta

Il governatore si è detto amareggiato dopo quello che ha definito “un atto intimidatorio” che l’ha visto perdere voti tra le sue fila

Crisi del centrodestra all’Assemblea regionale siciliana: il governatore ha annunciato che non si dimetterà ma azzererà la giunta, formando “un Esecutivo che dovrà portarci all’ultimo giorno“.

L’annuncio arriva dopo il fallimento della votazione per la scelta dei delegati regionali che andranno ad unirsi ai Grandi elettori per il voto al nuovo presidente della Repubblica. La coalizione, infatti, è spaccato da un quando una parte ha espresso parere contrario alla ricandidatura dello stesso Musumeci. Durante il voto ha ottenuto 15 voti in meno del presidente dell’Ars ed è arrivato alle spalle di Nunzio Di Paola del M5s, votato dalle opposizioni ma anche da pezzi del centrodestra.

«Qualcuno ha scritto: Musumeci si dimette e molla – ha dunque dichiarato il governatore. – Ci vogliono ben altri ostacoli, non saranno alcuni atti di viltà politica a condizionare le mie scelte. É accaduto che al presidente della Regione sono mancati 7-8 voti circa, sono stato eletto lo stesso ma il dato è politico. Perché mancano nella maggioranza questi voti col voto segreto? Perché alcuni deputati hanno pensato di compiere nei miei confronti, come si dice nel linguaggio giudiziario, un atto d’intimidazione, si tratta di una sorta di resa dei conti dal loro punto di vista».

«Sono deputati che mi hanno fatto richieste irricevibili – ha aggiunto – e ho dovuto dire di no o di deputati con i quali per una questione di igiene non ho voluto avere rapporti in questi anni. Possono pensare che questi 7 scappati di casa che un presidente che non è stato condizionato dalla mafia può essere condizionato da loro? Possono mai pensare di esercitare su questo governo qualunque tipo di richiesta trasversale mandando messaggi che appartengono al peggiore dei linguaggi della comunicazione? Sciagurati».

E ancora: «ho provato tanta amarezza. Sono convinto che bisogna abbandonarli per strada questi disertori, ricattatori che operano con la complicità del voto segreto. Io ho le mani libere. Restiamo a lavorare e restiamo a lavorare proprio perché non voglio sopravvivere nel palazzo ma perché ho un rapporto con la gente» – ha concluso.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: SHUTTERSTOCK

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