Amnesty: liberate Djalali, il medico condannato a morte in Iran

L’uomo è detenuto nel suo Paese d’origine dal 2016. Su di lui pende una sentenza di impiccagione per spionaggio internazionale

«Per Ahmadreza Djalali è un drammatico compleanno in carcere. Un compleanno tra i peggiori immaginabili». Si apre così l’appello di Amnesty International Italia che reclama la scarcerazione del medico iraniano-svedese condannato a morte in Iran.

Il 21 ottobre 2017 un tribunale iraniano ha condannato Djalali all’impiccagione. Come ricorda il portavoce di Amnesty Italia Riccardo Noury, l’uomo era stato arrestato nel 2016 mentre si trovava in Iran per motivi di lavoro, con l’accusa di spionaggio in favore di Israele. «Nei suoi confronti non è mai stata presentata alcuna prova» ricorda Noury.

Poco prima della sua condanna, in una lettera scritta dal carcere, Djalali aveva “accusato le autorità iraniane di aversi voluto vendicare per il suo rifiuto di collaborare a raccogliere informazioni riservate“. L’uomo aveva collaborato a lungo anche con l’Università del Piemonte Orientale, che si unisce all’appello di Amnesty per la sua scarcerazione.

di: Marianna MANCINI

FOTO: PIXABAY

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