Ciao David, ultimo saluto a Roma

Si sono concluse le esequie nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, presenti le più alte cariche dello Stato, oltre a Von der Leyen e Michel

Sono terminati i funerali di Stato del presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. Le esequie sono iniziate alle 12 nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, a Roma, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, compreso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Entrato nella basilica, il premier Mario Draghi ha stretto la mano al premier spagnolo Pedro Sanchez, giunto poco prima di lui, e poi ha salutato i vertici delle istituzioni europee, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio Ue Charles Michel.

All’interno sono ammessi 300 ospiti. Fra loro Luciana Lamorgese, Luigi Di Maio e Renato Brunetta, fra i primi a comparire, ma anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il segretario del Pd Enrico Letta, il senatore a vita Mario Monti, Gianni Letta, e la delegazione del Parlamento europeo. Un maxischermo è stato allestito all’esterno per permettere a quante più persone possibile di seguire la cerimonia, officiata dall’arcivescovo di Bologna Cardinale Matteo Zuppi e concelebrata dall’Arcivescovo di Firenze Cardinale Giuseppe Betori, dal Vicario generale per la diocesi di Roma Cardinale Angelo De Donatis, dal Segretario per i Rapporti con gli Stati Paul Gallagher, da Mons. Massimiliano Boiardi e da Padre Francesco Occhetta.

Il feretro è stato portato nella basilica, avvolto in una bandiera dell’Europa, accompagnato da 6 carabinieri in alta uniforme. A Sassoli sono stati tributati gli onori militari con tre squilli di tromba. «Sceglievi parole pacate e calibrate, le scagliavi come un arciere nel nostro cuore, parole che hanno modellato il nostro Paese e l’Europa, parole che profumano di fraternità – ha detto padre Francesco Occhetta – avevi la forza per camminare e stare dalla parte del bene e dei deboli. Lo sapevi e lo dicevi, il miracolo dell’eucarestia è che più cresce condivisione e più diminuiscono pace e povertà. Sempre spinto a fare un passo in più. Il popolo ti ha riconosciuto come un presidente mite e prossimo, come compagno di cammino. Pregheremo per te. Ci hai insegnato a vivere e anche a morire».

«Tanti lo consideravamo uno di noi per quell’aria empatica, un po’ per tutti era un compagno di classe, quello che tutti avremmo desiderato, che sicuramente ci avrebbe aiutato», sono le parole del cardinale e arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, amico sin dai tempi del liceo di Sassoli, che cita uno degli ultimi messaggi del presidente. «Abbiamo visto nuovi muri, i nostri confini in alcuni casi sono diventati confini tra morale e immorale, tra umanità e disumanità, muri eretti contro persone che chiedono riparo dal freddo dalla fame dalla guerra dalla povertà – aveva scritto Sassoli in un messaggio di auguri sui social, pochi giorni prima dell’ultimo ricovero in ospedale -. Il periodo del Natale è il periodo della nascita della speranza e la speranza siamo noi quando non chiudiamo gli occhi davanti a chi ha bisogno, quando non alziamo muri ai nostri confini e quando combattiamo contro tutte le ingiustizie».

«Hai sfondato muri di gomma con la tenacia della tua gentilezza, con l’ostentazione del rispetto che avevi per gli altri, con lo sfinimento del dialogo, la forza della prudenza e la dirompenza della tua mitezza. A noi lasci una caparbia lezione di ottimismo», è il saluto degli ex colleghi del Tg1, in un messaggio letto dalla giornalista Elisa Anzaldo.

Ieri circa quattromila persone si sono recate alla camera ardente allestita in Campidoglio per rendere omaggio al politico e giornalista italiano (leggi qui). Commozione anche a Brest, nel nord-ovest della Francia, dove Sassoli è stato ricordato con un minuto di silenzio dalle diplomazie europee al vertice dei ministri degli Esteri Ue, con Luigi Di Maio che sottolineava il “vuoto enorme” lasciato dalla sua scomparsa.

Lunedì, il premier Mario Draghi sarà a Strasburgo per la commemorazione alla plenaria del Parlamento Ue.

di: Micaela FERRARO

FOTO: SHUTTERSTOCK

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