La Corea del Nord lancia altri due missili

Pyongyang risponde alle sanzioni Usa con un’esercitazione che mirerebbe a “controllare e giudicare” la competenza delle armi che hanno colpito un “bersaglio prefissato”

La Corea del Nord ha usato missili tattici guidati su rotaia per un nuovo test missilistico, il terzo dall’inizio dell’anno, e il primo dopo le nuove sanzioni imposte dagli Stati Uniti (leggi qui).

In una nota diffusa in nottata dall’agenzia di stampa nordcoreana, la Kcna, si legge che i due missili tattici hanno colpito “con precisione” il bersaglio stabilito al largo delle coste orientali.

Il test è avvenuto sotto la supervisione di comandanti militari. Non viene citata la presenza del leader  Kim Jong-un, che ha assistito, invece, al test del missile ipersonico lanciato negli scorsi giorni.

Dura l’opposizione degli Stati Uniti. Il dipartimento di Stato USA afferma: «queste misure dimostrano la nostra seria e continua preoccupazione per le continue attività di proliferazione della Corea del Nord e per coloro che la sostengono. Gli Stati Uniti utilizzeranno ogni strumento appropriato per affrontare i programmi di armi di distruzione di massa e missili balistici, che costituiscono una seria minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali e minano il regime globale di non proliferazione».

Le sanzioni, le prime imposte dall’amministrazione Biden, sono state accolte con rabbia dalla Corea del Nord: un portavoce del Ministero degli Esteri nordcoreano, citato dalla Kcna, aveva accusato gli Stati Uniti di volere “isolare e soffocare” il Paese, minacciando Washington di una “risposta più forte e sicura”.

Le sanzioni statunitensi hanno incontrato anche l’opposizione della Cina. «Non risolveranno la questione, e aumenteranno la conflittualità» aveva commentato nei giorni scorsi il portavoce del Ministero degli Esteri, Wang Wenbin (leggi qui).

Ma gli Usa. come ribadito dal segretario di Stato Antony Blinken, sono pronti al dialogo “senza precondizioni” con Pyongyang, ma l’impatto dei lanci di missili – tre in nove giorni – è “profondamente destabilizzante”. Blinken ha, poi, riaffermato l’impegno degli Stati Uniti per la difesa della Corea del Sud in una telefonata con il Ministro degli Esteri del Paese.

di: Francesca LASI

FOTO: PIXABAY

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